Italia, attualità e prospettive future

In Italia e nel mondo, il vento non si ferma con le mani. Non si può fermare il vento, che rappresenta la protesta, il cambiamento. Però si può sfruttare la sua forza per realizzare energia  e quindi economia e reddito. E dopo il vento, arriva la calma e la pace. Il vento rinfresca dalla calura, libera l’aria dall’inquinamento e dalle polveri sottili. Il cambiamento, come il vento, lascia il terreno alla ricostruzione. Ben venga questo vento, se porta soluzioni e voglia di costruire, avendo idee chiare e propositi chiari. Programmi, uomini ed una maggiore convinzione e coraggio ci consentirà di traghettare questo paese oltre gli attuali limiti. Limiti costituzionali, vedi bicameralismo, limiti strutturali, carenze di infrastrutture e gap nord-sud, limiti finanziari, debito pubblico al 128% del PIL. L’Italia nel giro di 10 anni sarà il terzo paese al mondo più vecchio, insieme al Giappone e la Spagna. Occorre pensare ad un programma di welfare per gli anziani, che venga finanziato dallo Stato e che possa creare opportunità di lavoro per i giovani e specialisti del settore. Occorre attualizzare gli organi di governo, con un governo più snello e moderno. La pubblica amministrazione va modernizzata ed ottimizzata. I numeri dei dipendenti pubblici vanno rivisti, meglio collocati e professionalizzati, Occorrono più tecnici, meno amministrativi, nuove professionalità al passo con i tempi moderni. Il problema dell’accoglienza va rivista guardando a quanto la nostra religione cattolica professa. Vanno certamente condannati i crimini di immigrati, di stranieri, ma allo stesso modo degli italiani, se commettono delle illegalità, magari migliorando le leggi che regolamentano le questioni dando certezza alla pena. Vanno ricercate soluzioni concrete, magari emulando altre realtà continentali, nello sviluppo di soluzioni lavorative. Il reddito di cittadinanza, già attuato in altri Stati Europei (vedi Germania) è sicuramente una soluzione, ma occorre trovare un’offerta di lavoro sin qui assente, e quindi creare delle opportunità di lavoro. Ma sarà credibile una diminuzione dell’aliquota fiscale (flat-tax) e la necessità di offrire un ristoro per i meno abbienti, i più bisognosi, con il reddito di cittadinanza, in considerazione delle stringenti difficoltà di bilancio? Il rilancio dell’economia va programmata, ed accompagnata da un piano di investimenti che vedano protagoniste le imprese italiane, la manovalanza italiana, i cittadini italiani. Per un meccanismo indotto si potranno creare quelle opportunità anzidette, che leniranno le ferite profonde dello stato sociale. Per cui, l’azione programmata e congiunta, della ricerca di soluzioni politiche che guardino al futuro del nostro paese, semplicemente adottando soluzioni già collaudate e presenti nei manuali di economia, potranno consentire di resistere al vento che sicuramente non smetterà di soffiare, se non verrà risolto il problema congiunturale.

                                                                                                                                          Natale Lucarella

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