Abbattuto il biancone Pilar, nato nel Parco Regionale ‘Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane’

È stato abbattuto il biancone, aquila dei serpenti, battezzato col nome di Pilar e nato in Basilicata, durante l’attraversamento dello Stretto di Messina. Lo comunica il presidente del Parco “Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane” Rocco Luigi Lombardi, il quale ricorda che, nel 2010, il Parco regionale “Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane”, in collaborazione con l’Università di Alicante (Spagna), aveva avviato un progetto di ricerca sul biancone (Circaetus gallicus), aquila migratrice che nidifica nel territorio del Parco ed è solito svernare in Africa tropicale, a sud del Sahara. Nell’ambito di questo progetto, per la prima volta in Italia, in due anni, sono stati marcati cinque giovani esemplari mediante l’applicazione di piccole trasmittenti satellitari. L’utilizzo di questa moderna tecnologia ha permesso di seguire in diretta i loro spostamenti tra Europa e Africa, fornendo utilissime informazioni sull’ecologia e i movimenti migratori, necessarie per l’individuazione delle misure di conservazione più adatte per la conservazione di questa specie. “È con grande tristezza e rammarico – scrive Lombardi – che si comunica oggi la notizia dell’uccisione, a opera di bracconieri, di uno dei giovani bianconi, di cui era possibile, fino a qualche giorno fa, seguire la migrazione sul sito internet del Parco”. Il gesto di bracconaggio è avvenuto in Sicilia, nei pressi di località Ali Terme (Messina), durante la seconda metà di settembre. Il biancone era stato marcato nel suo nido, nel luglio 2011, alcuni giorni prima dell’involo. Nel suo primo anno di vita aveva volato per migliaia di chilometri in diverse località dell’Italia meridionale, trascorrendo l’inverno e la primavera in un’area della Sicilia centrale. Durante l’estate 2012, il giovane biancone si era spostato più volte tra la Basilicata e la Sicilia, probabilmente alla ricerca di una nuova rotta migratoria verso l’Africa, attraversando diverse volte lo stretto di Messina e trovando purtroppo la morte durante uno di questi passaggi su quest’area critica e tristemente nota per l’intensa attività di bracconaggio presente. “Va infatti ricordato che, in questa zona – scrive ancora il presidente del Parco – anche se la barbara tradizione di uccidere i migratori primaverili (rapaci, ciconiformi eccetera) è diminuita, grazie anche agli enormi sforzi di vigilanza delle associazioni e del Corpo Forestale dello Stato, sono purtroppo ancora frequenti episodi di bracconaggio, sia durante la migrazione primaverile, sia durante quella autunnale, come in questo caso. Ciò è dovuto, innanzitutto, al fatto che le norme penali italiane sono inadeguate rispetto alla gravità del fenomeno del bracconaggio, l’uccisione di una specie particolarmente protetta, come il biancone, infatti, rappresenta un reato contravvenzionale ma anche agli scarsi controlli esercitati sull’attività venatoria in tutto il Paese, che risultano particolarmente carenti nelle regioni meridionali”. Lombardi spiega anche che gli abbattimenti illegali di cui si viene a conoscenza, come quello del biancone Pilar, sono solo una piccola minoranza e che il numero degli animali abbattuti dai bracconieri rimane un’incognita a cui oggi le autorità competenti non sono in grado di dare un valore, testimoniando gli enormi rischi che corrono in quell’area i rapaci migratori e non. “Ancora una volta – scrive amareggiato – viene evidenziato come, nel caso delle specie migratrici, gli sforzi di conservazione compiuti nelle aree di nidificazione, come il Parco regionale “Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane”, sono inutili se non affiancati da regolamenti vigenti e fatti rispettare a scala nazionale e internazionale, a causa di atti delinquenziali compiuti da uomini che non hanno alcun rispetto del patrimonio naturale e delle normative. In questo caso, la spregevole azione dei bracconieri, oltre ad aver colpito una specie particolarmente protetta, ha vanificato gli sforzi di ricerca attuati dal Parco per migliorare le conoscenze sui comportamenti migratori di questo animale”. Fenomeni di tale gravità, conclude il presidente Lombardi, sottolineano la necessità e l’urgenza di rendere più severe le norme nazionali e di affiancarvi operazioni concrete e costanti di vigilanza del territorio da parte dei Corpi di Polizia preposti, al fine di contrastare fortemente questi atti di illegalità consolidata, compiuti altresì in epoca di pre apertura dell’attività venatoria che, come noto, è consentita solo nei confronti di un limitato numero di specie cacciabili. Nel comunicare la triste fine del biancone Pilar, Lombardi spera che il “sacrificio della nostra giovane aquila, che sorvolando maestosa per migliaia di chilometri i cieli della nostra Penisola ha sicuramente destato un sentimento di gioia ai tanti che sono riusciti ad ammirarla, possa far crescere anche in uomini poco sensibili il rispetto per questi meravigliosi animali e per tutto il mondo naturale che ci circonda”.

Vito Sacco

 

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