Acrobazie sul tempo

Forse per parlare di fisica, chimica, astrologia e tutto quel che riguarda l’universo sarebbe opportuno che le conversazioni avvenissero in maniera di più facile comprensione perché gli stessi possano essere compresi e discussi con un linguaggio più accessibile senza sembrare cattedratici. E, il libro del prof. Alberto Osvaldo Marano “Acrobazie sul tempo” edito da Adafor, ben si confà al tempo meteo e stagionale di questo momento. Il libro potrebbe essere letto, tutto d’un fiato, sotto l’ombrellone quando il tempo diventa scorrevole di per se e lascia soddisfatti per la lettura presa come programma del giorno. “Il testo tratta in maniera discorsiva aspetti affascinanti della Fisica, presentati con un linguaggio semplice e accattivante, intercalati da considerazioni personali che finiscono per impreziosire il discorso spiega il prof. Lucio Saggese in una sua opinione sul testo di Marano- I temi sono esposti con rigore scientifico, ma senza per questo essere pesanti e petulanti. L’uso calibrato e incisivo degli aggettivi denota una passione di fondo che anima l’autore. Bene anche i riferimenti storici, essenziali nel testo e più estesi nelle note per chi vuole approfondire, che inquadrano i temi trattati nel contesto culturale nel quale sono stati evidenziati e affrontati. Il riferimento storico è essenziale altrimenti la scienza potrebbe apparire avulsa dalla società e dalle sue esigenze. Il testo è adatto a persone adulte che vogliono soddisfare proprie curiosità ed a giovani ai quali potrebbe aprire nuovi orizzonti e possibilità”.

Al prof. Marano chiediamo quali sono state le finalità che ha dato avvio e conclusione all’opera?

“La finalità del lavoro è dare a tutti la possibilità di entrare nel merito di argomenti spesso ritenuti poco accessibili, riservati agli addetti ai lavori, ma soprattutto riaccendere nei giovani l’interesse per discipline fondamentali su cui la scienza da sempre lavora e su cui è in gioco il destino dell’intera umanità. In stile divulgativo, senza l’uso di matematica e senza estremi dettagli, il lavoro traccia una linea continua lungo la storia del concetto di tempo, dalle origini fino all’epoca attuale”

Prof. Marano sulla teoria dell’Universo in Espansione?

“Dopo un cenno sulle origini del concetto, legato al movimento degli astri, il ragionamento si sposta sulla teoria dell’Universo in espansione che porta a differenti ipotesi sulla fine del tempo. È d’obbligo poi parlare della Relatività Ristretta di Einstein in cui gli antichi concetti di spazio e di tempo da assoluti diventano relativi, dipendenti dal moto dei sistemi coinvolti. Vengono richiamati Newton con le sue leggi sul moto, e Galilei colla sua relatività classica. La relatività di Einstein ci aiuta a capire l’invariabilità della velocità della luce e ci porta a considerare il tempo come quarta dimensione dell’Universo. Questi concetti modificano l’idea di un Universo costruito sull’osservazione e sulla sperimentazione, tornando a riconoscere alla mente la capacità di percepire ciò che sfugge ai sensi non sufficientemente sviluppati e rivalutando la speculazione del pensiero quale strumento primario di indagine, come era per gli antichi scienziati e filosofi greci”

Professore sulla forza di gravità che è un concetto della fisica che impegna docenti e discenti nel sapere di più e meglio?

“La Relatività Generale modifica radicalmente la struttura dell’Universo quadridimensionale, unificando i concetti di gravità ed inerzia. La gravità non è più quella forza di attrazione di origine misteriosa che aveva messo in imbarazzo Galilei e Newton, diventa invece una deformazione che lo spazio subisce per effetto della massa dei corpi esistenti, con conseguente deformazione del tempo.”

Quanto è importante la teoria dei Quanti ?

“La teoria dei quanti di Max Planck, trasforma le leggi fisiche da deterministiche a probabilistiche, affermando che il comportamento della materia è di natura sia corpuscolare che ondulatoria. Solo le leggi della statistica possono individuare il comportamento più probabile della materia in un dato istante e l’Universo si modifica per il solo fatto di essere osservato. Einstein tentò, negli ultimi anni della sua vita, di unificare le grandi leggi della fisica del XX secolo per riportare tutto nell’ambito della logica di causa-effetto, senza però riuscirci”.

Perché l’esigenza da parte degli scienziati degli ultimi secoli di rimettere al centro dell’Universo l’Uomo?

“Lo sviluppo scientifico del XIX e XX secolo ha fatto nascere in alcuni l’esigenza di rimettere l’uomo al centro dell’Universo, posizione che era stata demolita dell’eliocentrismo di Keplero e Copernico, contro il geocentrismo di Aristotele e Tolomeo. Rivendicando la centralità dell’uomo, il Principio Antropico tenta di recuperare le antiche convinzioni religiose secondo le quali l’uomo non è un prodotto casuale dell’evoluzione dell’Universo, ma è la finalità di un progetto Divino, mettendo pertanto in discussione anche l’evoluzionismo di Darwin. Il dibattito su questo argomento è ancora in atto ed è molto vivace dal momento che la comunità scientifica, in buona misura, ritiene che un Dio debba esistere indipendentemente dall’uomo e da qualsiasi singola componente dell’Universo.

Il lavoro si conclude col convincimento che deve passare ancora molto tempo prima che l’umanità possa vantare una comprensione dell’Universo tale da renderci delle spiegazioni valide delle tante questioni in sospeso, non escludendo che le teorie attuali, numerose e complicate, possano lasciare il posto ad un’unica teoria semplice e più facilmente comprensibile, in ossequio al principio secondo il quale l’ipotesi meno dispendiosa per spiegare un fenomeno tende ad essere la più giusta.

Carlo Abbatino

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