Adiconsum, attivo da un mese lo sportello per le richieste dei servizi sanitari

L’Adiconsum di Basilicata ha attivato, da circa un mese, uno sportello per monitorare le richieste e/o le segnalazioni dei cittadini lucani circa la fruizione dei servizi sanitari. Il diritto alla salute e l’esercizio delle libertà di scelta e di cura sono elementi imprescindibili delle guarentigie costituzionali. Dopo le segnalazioni ricevute e fatte proprie circa una delibera della ASM (Azienda Sanitaria Materana) che era stata assunta dalla Direzione Generale in completa dissonanza con le leggi nazionali e regionali che regolano la materia sanitaria, abbiamo con soddisfazione registrato il ritiro della delibera ed il conseguente rientro in un regime di rispetto per i cittadini/pazienti fruitori del servizio sanitario nazionale. Altrettanto, purtroppo, non possiamo ancora dire per quanto concerne un altro caso di “malagestio” segnalata, attraverso lo Sportello Sanità dell’Adiconsum, a Sua Eccellenza il Prefetto di Matera e, per Suo tramite, ai vertici dell’ASM.

Da anni, ad una struttura riabilitativa privata, riconosciuta ed accreditata secondo i criteri del Servizio Sanitario Nazionale, viene negato il riconoscimento delle 60 prestazioni giornaliere originariamente previsto ed autorizzato in sede di delibera regionale per i pazienti residenti nel comune di Ferrandina.

Inutili, sino ad oggi, le domande inoltrate dai rappresentanti del “Centro Rham”. Ignorate, sino ad oggi, le oltre duemila firme di abitanti di Ferrandina che hanno sollevato la questione temendo vedersi privare dell’unico presidio urbano in grado di sostenere le terapie riabilitative per pazienti portatori di gravi handicap spesso impossibilitati a sottoporsi a viaggi per fruire di prestazioni riabilitative in comuni limitrofi.

Ignorate, infine, le preoccupazioni dei lavoratori dipendenti del centro che, ove si realizzasse la temuta chiusura, resterebbero privi dei mezzi di sostentamento in un periodo di gravi crisi quale quello attuale.

Nemmeno, i dirigenti della ASM, possono trincerarsi dietro le esigenze di risparmio della spesa sanitaria, in quanto le prestazioni “tolte” al Centro Rham risultano “aggiunte” ad altra struttura che opera, tuttavia, senza avere presidio sanitario su Ferrandina. Occorrono risposte e, soprattutto, occorre che la dirigenza ASM abbandoni l’abitudine di nascondere la testa sotto la sabbia e assuma pubblicamente quelle responsabilità che ampi poteri e lauti compensi (ivi compresi i premi annuali sempre distribuiti e incassati con prontezza) sottendono.

 

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