Alta Velocità Bari-Roma, lo scalo di Foggia rischia di essere tagliato fuori

Si moltiplicano riflessioni, ma soprattutto polemiche e preoccupazioni dopo le dichiarazioni di Michele Elia, nuovo amministratore delegato delle Ferrovie di Stato. Elia, illustrando il piano di rilancio infrastrutturale della Linea ferroviaria adriatica, con sei coppie di nuovi Eurostar 500 da destinare alla tratta pugliese a partire da dicembre, aveva paventato la possibilità che la nuova tratta non prevedesse uno scalo a Foggia, bypassando di fatto il comune dauno per offrire al mercato treni diretti Bari-Roma “una soluzione analizzata per recuperare qualche minuto su alcune corse”. Così facendo, però, Foggia e tutta la Capitanata sarebbero tagliate fuori in modo netto, con ripercussioni economiche, e con i cittadini che vedrebbero penalizzato il loro diritto di mobilità.
Le reazioni del mondo politico sono arrivate puntuali. I sindacati CGL, CISL e UIL hanno manifestato la loro preoccupazione circa la scarsità di qualità e quantità di risorse destinate al servizio ferroviario pugliese e dall’assurda ipotesi di ‘saltare’ Foggia nelle logiche di ottimizzazione di un piano che non tiene conto delle reali esigenze e dei disagi dei viaggiatori.
Fabio Porreca, Presidente della Camera di Commercio di Foggia, è totalmente contrario all’ipotesi paventata da Elia. “Il solo ipotizzare la possibilità di bypassare lo scalo di Foggia nella tratta ferroviaria Bari-Roma è grave e inaccettabile, se si considera che la nostra provincia è caratterizzata da una persistente carenza infrastrutturale, e che anche per questa inadeguatezza vive una situazione di profondo disagio economico e sociale. Indebolire il territorio anche sotto il profilo della rete ferroviaria, che storicamente è stata uno dei pochi punti di forza del sistema delle infrastrutture e dei trasporti della provincia e del sud Italia, sarebbe un colpo di grazia per un territorio che sta cercando con molta fatica di uscire da una situazione di grave crisi. Nessuno può assumersi una tale responsabilità. Le istituzioni ed i rappresentanti del territorio devono vigilare, far sentire con forza la propria voce e nel caso reagire”.

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