Altamura, convegno sulla mediazione civile promosso dall’ANPAR

‘Il giudice riveste un ruolo determinante nella corretta evoluzione di ogni singolo processo anche prima di pronunciare una sentenza perché deve concretamente valutare la mediabilità del conflitto attraverso strumenti procedurali codicisticamente disponibili. L’esperienza insegna che spesso, dopo anni di giudizio, le parti perdono interesse alla causa instaurata, di talché la pronuncia finale si rileva fine a se stessa. La mediazione, non solo quale condizione di procedibilità, rappresenta una chance concreta per le parti che garantisce loro, in caso di esito negativo, di giungere con consapevolezza a una pronuncia giudiziale’. Lo ha sottolineato Laura Fazio, giudice del Tribunale di Bari, nel suo intervento al convegno ‘Volontaria. Obbligatoria. Delegata. La mediazione civile e commerciale per l’efficienza della P.A. e l’autodeterminazione dei cittadini’ promosso dal Comune di Altamura, assessorato al Personale e all’Avvocatura, e l’Associazione Nazionale per la Conciliazione e l’Arbitrato (ANPAR), tenutosi ieri pomeriggio nella sala consiliare del Palazzo di Città di Altamura.
La Pubblica Amministrazione – ha detto Agnese Lorè, assessore al Personale e all’Avvocatura del Comune di Altamura – è chiamata ad adeguarsi rapidamente a questa scelta culturale. L’autodeterminazione dei cittadini non potrebbe concretizzarsi con un’Amministrazione assente e/o inefficiente. L’impegno è quello di ‘ascoltare’ i cittadini, esaminare in concreto la possibilità di soddisfacimento delle richieste sin dalla fase pregiudiziale, evitando lunghi e costosi processi che, al di là dei risultati, minano la fiducia che il privato ripone nei confronti delle Istituzioni. Non a caso nella proposte formulate dalla Commissione ministeriale vi è la previsione dell’obbligo per la P.A. di partecipare alla mediazione assistita dalla propria avvocatura, con esonero di responsabilità amministrativa e contabile dell’incaricato’.
Punto focale del convegno è stata l’analisi sull’evoluzione della mediazione, istituita come sistema alternativo di risoluzione delle controversie dal nostro Ordinamento giuridico per deflazionare il carico della cause in Tribunale. ‘Dal 2010  – ha affermato Marisa Cataldo, coordinatrice ANPAR per la Puglia –  questo Istituto ha preso una propria ‘forma’, connotata da un valore culturale e di interesse generale apprezzato, secondo le rilevazioni ministeriali, dai cittadini e dalle imprese. In quest’ottica le proposte di riforma, oggi al vaglio del ministro Orlando, sono orientate a valorizzare l’autodeterminazione delle parti, la cui presenza è obbligatoria, quali uniche protagoniste della scelta di risoluzione delle proprie controversie. Negli anni si è rafforzato il rapporto mediazione – processo mediante un ‘dialogo virtuale’ tra il Giudice e il mediatore attraverso la lettura dei verbali da parte del Primo e conduzione della procedura secondo indicazioni sulla mediabilità della causa da parte del secondo’.
‘Grazie alla giurisprudenza formatasi all’indomani del cosiddetto decreto del Fare, noi mediatori e più in generale, operatori del diritto, stiamo valorizzando il primo incontro tra le parti, affinché non sia una mera formalità, ma rappresenti una concreta occasione per tentare di ristabilire una comunicazione, illustrare le ragioni del conflitto e optare per una soluzione conciliativa. Fondamentale diviene pertanto la presenza personale dei soggetti coinvolti nella controversia, assistiti dai propri legali. Ormai non ci sono più dubbi, superato lo scoglio del primo incontro aumentano notevolmente le probabilità che il tentativo di conciliazione, affidato a professionisti competenti, formati e costantemente aggiornati, vada a buon fine’ lo ha precisato Carlo Pecoraro, responsabile della sede ANPAR di Bari.
‘L’Ordine degli Avvocati di Matera è stato uno dei primi in Italia a istituire l’Organismo di mediazione al quale è demandato il compito di collaborare con la giurisdizione ed esperire il tentativo di conciliazione, che mira a definire un accordo prima che la lite tracimi in un’ aula di tribunale. La procedura è snella e si basa su poche regole che nulla hanno a che vedere con quelle del processo. Per quanto riguarda la figura di noi avvocati nell’ambito della mediazione è bene sottolineare che i doveri sono gli stessi, amplificati da un ruolo che ci assegna la nostra Carta costituzionale, chiamati a fungere da cerniere insostituibili, o meglio mediatori insostituibili tra i cittadini e il mondo della giurisdizione’ ha illustrato Nicola Rocco, presidente dell’Ordine degli avvocati di Matera.
Il convegno si è aperto con i saluti dell’avvocato Giacomo Agostinacchio, responsabile dell’Ufficio Recupero della Banca Popolare di Puglia e Basilicata, che ha affermato: ‘La governance della nostra banca è da sempre attenta alle istanze che giungono dal territorio. La nostra banca può essere considerata un’istituzione locale, un osservatorio privilegiato, propenso a svolgere con sempre maggiore efficacia attività di supporto a favore dei risparmiatori e delle piccole, medie e grandi imprese. L’attenzione che rivolge alla mediazione è altissima perché la stessa ci consente di accorciare i tempi e di contenere i costi delle procedure, soprattutto di quelle riguardanti il difficile recupero in Italia e all’estero dei crediti deteriorati.’
L’incontro, organizzato in occasione della VII Giornata della Mediazione. è stato moderato dalla giornalista Carmela Formicola e si è concluso con un dibattito aperto al pubblico, costituito principalmente da avvocati e commercialisti murgiani e materani. L’Anpar ha colto l’occasione per comunicare che intende organizzare entro il prossimo mese un corso di formazione per mediatori, al quale, come previsto dalla legge, potranno iscriversi tutti coloro che sono in possesso di una laurea o che sono iscritti a un Ordine professionale.

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