Appalto servizi San Carlo,la Fisascat Cisl chiede a Bardi il rispetto delle regole

La segretaria della Fisascat Cisl, Aurora Blanca, chiede una scossa nella gestione degli appalti dei servizi esternalizzati al nuovo governatore Vito Bardi. “Se il neoeletto presidente della Regione, come ha dichiarato a caldo, intende davvero improntare il suo mandato ai principi di trasparenza, meritocrazia e legalità – commenta la sindacalista – la partita degli appalti pubblici sarà il primo banco di prova per testare sul campo le intenzioni della nuova amministrazione regionale. Nella legislatura che si è appena conclusa si sono consumati strappi e forzature, più volte denunciati dalla Fisascat, che hanno messo a repentaglio posti di lavoro e diritti acquisiti con una gestione delle gare che si è caratterizzata per approssimazione e scarsa trasparenza”.
Intanto, si torna a trattare per il cambio d’appalto dei servizi esternalizzati dell’azienda ospedaliera San Carlo, una delle più accese vertenze degli ultimi anni. Dopo lo sciopero delle maestranze dello scorso 8 marzo, domani, in Regione, è previsto un nuovo incontro alle 10:30. Restano le distanze tra la Fisascat, che chiede la piena salvaguardia dei posti e delle condizioni di lavoro, e il Consorzio nazionale servizi, aggiudicataria dell’appalto, che ha finora confermato la volontà di non andare oltre le 205 mila ore nette, ovvero 240 mila ore lorde da contrattualizzare, cifra che secondo la sigla sindacale “è del 30 per cento inferiore al fabbisogno e non consentirebbe il rispetto della clausola sociale”. La sindacalista osserva anche che “gli aventi diritto, stante gli atti di gara, sono 208 unità, ma negli ultimi incontri come per magia il numero sembrerebbe essere lievitato a 145 addetti”.
“L’appalto dei servizi di pulizia, ausiliariato e trasporto del vitto dell’azienda ospedaliera San Carlo – osserva la segretaria della Fisascat – è solo l’ultimo capitolo di un lungo rosario di cambi d’appalto in cui i teorici risparmi di spesa sono stati fatti sulla pelle dei lavoratori, con tagli agli orari e agli stipendi in media del 30 per cento, ma anche sulla qualità dei servizi, tuttavia senza alcuna riduzione per i conti pubblici. L’unica soluzione per salvaguardare il lavoro e il diritto alla salute dei cittadini è stabilire che i tre lotti in cui è stato spacchettato il lotto n. 5 partano congiuntamente e non in date diverse per non ritrovarci, come spesso è accaduto in passato, con tagli ai diritti dei lavoratori già in forza e contemporaneamente nuove assunzioni”.
“Per questo chiediamo all’azienda ospedaliera San Carlo di verificare prima della presa in carico del servizio che la proposta di assunzione da parte del Cns sia in linea con quanto proposto nelle offerte tecniche ed economiche che sono vincolanti, anche alla luce del fatto che lo stesso San Carlo ha quantificato la proposta vincolante in oltre 280.000 ore, salvo poi dimenticarsene per ragioni che ci sono ignote”.
“È altresì grave – aggiunge Blanca – che si lavori sottobanco a soluzioni pasticciate che rischiano di mettere i lavoratori gli uni contro gli altri in un’insensata guerra tra poveri, con la complicità di chi dovrebbe per statuto difendere i loro diritti. Ci opporremo a ogni ipotesi che sacrifichi posti di lavoro e diritti acquisti e ci auguriamo che la futura giunta regionale prenda in pugno la situazione con l’obiettivo di riportare l’intero sistema degli appalti esternalizzati nell’alveo della legalità e della trasparenza. Non possono essere sempre i lavoratori  – conclude la segretaria della Fisascat – a rimetterci per risanare i gravi errori fatti nelle procedure di gara

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