Arrestati tre imprenditori edili a Barletta

Un’operazione imponente, che ha permesso di scoprire un evasione fiscale di oltre 6 milioni di euro di ricavi non dichiarati ai fini delle imposte sui redditi, e 600mila euro di IVA. La Guardia di Finanza di Barletta ha così concluso l’indagine, ribattezzata ‘Fake Tax Credits’ (falsi crediti di imposta), e coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani, dopo la denuncia presentata da Equitalia ai danni di una società operante nell’edilizia.

Il titolare della ditta aveva anche trasferito la sede sociale da Barletta in Romania, consentendo così di sottrarsi al pagamento di circa 200mila euro di imposte. E dalle indagini è emerso un disegno architettato quasi alla perfezione, posto in essere da varie società, che una volta costituite, operavano in totale regime di evasione fiscale di imposta, omettendo di presentare le dichiarazioni fiscali IVA, IRES IRAP ed omettendo il versamento delle imposte e dei contributi previdenziali-assistenziali. Dal 2008 ad oggi i responsabili delle imprese, con la collaborazione del consulente, che era abilitato anche alla trasmissione telematica dei modelli F24, per le società, avevano trovato un escamotage per aggirare il sistema informatico dell’Agenzia delle Entrate, cioè eludere il ‘controllo automatizzato’ delle dichiarazioni dei redditi, dell’IVA ed dell’IRAP. I responsabili presentavano modelli F24 relativi al versamento delle imposte, riportando nella colonna ‘importi a debito versati’, i conti degli effettivi debiti di imposta (IVA – IRPEF – IRAP) dell’impresa, e nella colonna ‘importi a credito compensati’, l’importo di inesistenti crediti IVA e/o IRES relativi a dichiarazioni fiscali mai presentate o a periodi precedenti rispetto alla nascita delle imprese stesse, evidenziando, pertanto, un importo pari a zero.

Su ordine del Gip del Tribunale di Trani, i militari delle Fiamme Gialle hanno eseguito tre provvedimenti cautelari nei confronti di altrettanti imprenditori edili di Barletta, accusati di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, riciclaggio di somme di denaro frutto dell’evasione fiscale, omessa dichiarazione, occultamento e distruzione di documenti contabili, nonché sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte. Il consulente delle imprese dovrà invece rispondere di concorso nel reato di indebita compensazione di imposte.

 

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