Arroganza di fine regime: il Consiglio regionale salva i suoi privilegi di casta

I vitalizi d’oro dei consiglieri regionali lucani e i loro privilegi di casta sono stati salvati dai tagli alle spese operati dalla giunta di Vito de Filippo, che in tal modo ne rimanda l’abolizione alla prossima legislatura. È l’ultimo atto di arroganza di questa casta nostrana che continuerà a cumulare le sue personali rendite, dimostrandosi ancora una volta inadatta e incapace a interpretare le esigenze economiche del territorio e la voglia di legalità e di equità dell’elettore lucano. In una regione che, sotto l’amministrazione trentennale Pd/Pdl, a differenza dei proclami di propaganda, resta la più povera e la più sfigata d’Italia (dato Istat).

Il Movimento 5 Stelle, il 5 aprile del 2012, un anno fa esatto, consegnò 3849 firme di cittadini lucani a sostegno della proposta di legge popolare “Zero privilegi”, per chiedere la modifica della legge regionale del 29 ottobre del 2002, al fine di equiparare, moralmente ed economicamente, in Basilicata, il rapporto degli eletti della politica con le condizioni sociali ed economiche reali dei loro elettori.

La proposta del Movimento 5 Stelle chiedeva di ridurre del 50 per cento i compensi dei consiglieri regionali, costituiti da indennità di carica e indennità di funzione, di eliminare il vitalizio (la pensione maturata anche nel solo breve tempo di una sola legislatura) e l’indennità di mandato (la buonuscita) e di sostituire i rimborsi forfettari, coi quali giustificano di tutto (come dimostra la recente condanna per rimborsi fittizi emessa dal Tribunale di Potenza nei confronti di quattro consiglieri regionali), con i rimborsi delle sole spese sostenute per spostamenti e missioni.

La proposta di “Zero Privilegi” e i suoi 3849 sostenitori furono invece bocciati dalla casta unanime in Consiglio regionale, il 17 luglio 2012, che a compensazione della bocciatura, promise riduzioni e moralizzazioni che oggi, come dimostra ciò che ha svelato l’attualità di cronaca, si è dimostrata pura propaganda e atto di imperio di fine regime.

Il Consiglio regionale ha infatti avuto cura e impegno personale nel conservarsi inalterati tutti i privilegi, compresa le possibilità del cumulo di più pensioni (quella del Parlamento con quella del Consiglio regionale) e la reversibilità a moglie e figli fino a 26 anni di età.

Ci vedremo in Consiglio regionale e sarà un piacere.

Movimento 5 Stelle Basilicata

 

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