Assemblea unitaria dei medici di medicina generale della Basilicata fortemente preoccupata per la tenuta del servizio sanitario

L’assemblea unitaria (Assistenza Primaria, Continuità Assistenziale, Emergenza-118, Medicina Penitenziaria) dei medici di medicina generale della regione Basilicata, riunita a Potenza il 26 novembre 2017 presso il Park Hotel,
Considerato che entro il 31 dicembre il Consiglio Regionale deve approvare il Piano Sanitario 2018- 2020, provvedimento cruciale non solo per il riordino del Servizio Sanitario Regionale, così come delineato dalla L.R. 2/2017, ma per l’assetto futuro dell’offerta assistenziale della nostra regione;
Evidenziato come il tema “sanità” sia marginale nella discussione politica di questi ultimi mesi;
Rilevato che le principali se non esclusive priorità della regione Basilicata in questi ultimi mesi siano l’ammodernamento delle strutture ospedaliere, l’offerta di nuovi servizi “territoriali” a gestione simil ospedaliera e le risposte a tutela della propria classe politica e amministrativa di fronte alla nota azione della Procura della Corte dei Conti;
esprime la forte preoccupazione della categoria sulla tenuta del servizio sanitario regionale.
Infatti di fronte allo scenario futuro legato da un lato al progressivo decremento demografico della regione, alla ventilata carenza di medici di medicina generale dovuta al pensionamento di circa 500 medici attualmente in servizio nel sistema delle cure primarie da qui al 2025, assistiamo all’inerzia della regione che continua a declinare progetti di riorganizzazione del sistema delle cure primarie senza che vi sia una reale volontà di realizzarli. L’ipotesi di riorganizzazione delle cure primarie ventilate nel Piano Sanitario Regionale sono in linea con quanto proposto dalle Organizzazioni Sindacali fin dal 2010; come modello di gestione della cronicità (elemento di forte impatto sociale dei prossimi anni) viene indicato il Chronic Care Model adottata dalla regione Toscana ma che dalla stessa è stata recentemente abbandonato. Nello stesso tempo l’adozione dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) non accompagnata da provvedimenti amministrativi puntuali e concomitanti non supera di fatto, se non li aggrava ulteriormente, le problematiche legate alla mancata uniformità del nomenclatore unico delle prestazioni specialistiche, per cui si continua ad assistere al continuo andirivieni dei pazienti fra strutture ospedaliere e studi dei medici di medicina generale.
Anche per la campagna vaccinale 2017-2018 si assiste ad un’offerta assistenziale disomogenea nella regione Basilicata con il mancato coinvolgimento dell’Assistenza Primaria da parte dell’Azienda Sanitaria del Potentino, mancato coinvolgimento che sicuramente determinerà un sicuro decremento dei tassi di copertura vaccinali storicamente già lontanissimi dagli obiettivi posti dal Ministero della Salute. Nello stesso tempo le azioni di recupero da parte delle Aziende Sanitarie nei riguardi del settore Continuità Assistenziale relativamente ad alcune indennità erogate dal 2008 al 2017 stanno determinando, non solo il forte disagio della categoria, ma rischiano di minare la qualità dell’offerta assistenziale rivolta alla popolazione lucana. La mancata fornitura da parte delle aziende dell’automezzo aziendale per i servizi di Continuità Assistenziale, a fronte della non disponibilità del mezzo proprio dichiarata dai medici, rischia di pregiudicare la tempestività e quindi l’efficacia degli interventi sanitari oltre alla possibilità di un eccesso di chiamate verso il servizio di emergenza-118.
A tutto questo si aggiunge un servizio di emergenza-118 che di fatto a distanza di 15 anni dal suo avvio è ancora sperimentale con una pianta organica relativa ai medici coperta si e no al 40-50%. L’assemblea unitaria nel denunciare all’opinione pubblica il disinteresse della regione Basilicata sulle tematiche sopra enunciate,
RIBADISCE LO STATO DI AGITAZIONE DELLA MEDICINA GENERALE
e da mandato alle segreterie regionali dei sindacati oggi presenti (CGIL, CISL, FIMMG, SMI, SNAMI, UIL) di attivare tutte le azioni sindacali di protesta giudicate idonee affinché la Regione Basilicata avvii e concluda celermente la discussione dell’Accordo Integrativo Regionale, strumento indispensabile affinché la Medicina Generale e l’intero sistema delle Cure Primarie possano affrontare le future sfide assistenziali per mantenere un Servizio Sanitario Regionale sempre più equo, solidale e soprattutto sostenibile.
CGIL Dr.ssa Maria Teresa BOCHICCHIO
CSIL Dr. Serafino RIZZO
FIMMG Dr. Antonio SANTANGELO
SMI Dr. Vincenzo FILITTI
SNAMI Dr. Gennaro GRIECO
UIL Dr.ssa Maria LAPENNA

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