Attentato Brindisi, opera di una persona delirante ma lucida

“Quanto accaduto a Brindisi è opera, stando a quanto emerge, del gesto di un folle affetto da necessità di onnipotenza ad ogni costo. Il gesto di una persona dalla mente delirante ma lucida, persona con estremo narcisismo”. Lo ha detto il criminologo Vincenzo Mastronardi, psichiatrica e direttore dell’Osservatorio dei comportamenti e della devianza dell’università ‘Sapienza’ di Roma. Il professor Mastronardi si era detto scettico sul fatto che l’attentato all’esterno della scuola, che ha provocato la morte di una studentessa 16enne, fosse opera della mafia o dell’eversione terroristica.

Ed oggi, alla luce delle ultime dichiarazioni del procuratore capo di Brindisi e dei risultati della fase iniziale delle indagini – immagini, telecomando a distanza, cassonetto trasformato in bomba e quindi portato sul posto – il criminologo immagina che l’autore dell’attentato, appunto, sia “qualcuno che ha necessità di esprimere qualcosa di grosso, di unico e di grande impatto”. E ipotizza un soggetto “pusillanime, con infanzia disastrata”, oppure un soggetto “affetto da fanatismo ideologico”.

Il criminologo, poi, non esclude l’ipotesi che, qualcuno, sapendo di questa mente particolare, possa aver approfittato per farne uno strumento di un azione così malvagia. “E’ prematuro sostenere un’idea simile con dati di fatto. Bisognerebbe conoscere ed avere l’identità dell’autore del gesto per poter fare questo passo in più nella valutazione e lettura della preparazione dell’ordigno”. Infine, sulla capacità dell’autore in materia di elettronica, timer o telecomandi vari, Mastronardi ha rilevato che “oggi, rispetto al passato, è più facile destreggiarsi in questi campi, grazie anche alla maggiore possibilità di accesso a questo tipo di informazioni”.

 

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