Basilicata, concluso il giro ispettivo del Sappe nelle carceri regionali

Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri, ha terminato le visite nelle carceri lucane nel corso delle quali ha incontrato i poliziotti in servizio a Matera, Melfi e Potenza. La delegazione sindacale era composta dal Segretario Generale SAPPE Donato Capece e da quello Regionale della Basilicata Saverio Brienza.
“Si è trattato di incontri molto importanti, che hanno permesso di ‘tastare il polso’della situazione penitenziaria lucana”, spiega Capece, annunciando che “al Ministro della Giustizia Andrea Orlando il SAPPE invierà una dettagliata relazione sollecitando il Guardasigilli ad adottare urgenti provvedimenti per sanare le problematiche riscontrate”.
Circa il carcere di Potenza, Capece sottolinea che “la Casa Circondariale potentina soffre una carenza organica di circa 40 unità e la carenza maggiormente pregnante è quella relativa al ruolo dei Sovrintendenti. Questo determina ulteriore carenza nell’organico degli Assistenti Capo, costretti a sopperire il ruolo dei primi nello svolgere le mansioni superiori di Coordinatori di Sorveglianza delle sezioni detentive. In più, il personale è anziano e pertanto la gestione diventa difficile sotto ogni profilo; l’eta media è infatti superiore ai quarant’anni di età “. Brienza evidenzia che “la struttura detentiva seppur pulita e ben tenuta non è adeguata agli standards previsti dal Regolamento penitenziario e quindi il personale subisce il disagio dei detenuti , che spesso sfocia in aggressioni, autolesionismo ecc. Ma il personale di Polizia Penitenziaria è stanco di subire il carico di lavoro determinato da tali condizioni”.
A Melfi, invece, il SAPPE ha constatato che “da poco si è proceduto a dare corso ad una nuova organizzazione del lavoro che però fa emergere alcune lacune nella predisposizione dei servizi. Durante la riunione è emerso che la Direzione penitenziaria predispone il servizio del personale in maniera non conforme alle vigenti disposizioni mentre il Nucleo addetto alle traduzioni ed ai piantonamenti è continuamente sottoposto a stress psicofisico in quanto quotidianamente viene comandato a svolgere servizio all’interno del carcere anche a scapito dell’entità delle scorte che sovente non appaiono sufficienti a garantire la totale sicurezza”.
Particolarmente grave la situazione relativa ai mezzi in uso alla Polizia Penitenziaria di Melfi: “il parco automezzi è assolutamente obsoleto, con automezzi che superano i 500.000 chilometri ed il DAP non provvede ad assegnazioni di nuovi automezzi. Basti pensare che gli automezzi in dotazione restano ricoverati presso le officine per molto tempo in attesa che assicurino la copertura finanziaria per provvedere alle riparazioni. Ulteriore criticità emersa è quella del mancata fornitura del vestiario in tutta la regione Basilicata da più di sei anni”.

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