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Benessere equo e sostenibile, l’intervento di Pittella

Il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella è intervenuto questa mattina a Potenza alla presentazione del progetto “Bes-Benessere equo e sostenibile”, realizzato dalla Provincia di Potenza insieme ad altri 24 enti di area vasta, in collaborazione con l’Istat e con il Coordinamento degli uffici di statistica delle province italiane (Cuspi). Partendo dai dati statistici presentati nel corso dell’iniziativa, il governatore lucano si è lasciato andare ad un discorso carico di passione – e a tratti anche duro – a difesa “di una Basilicata che negli ultimi giorni è stata messa sotto assedio da un attacco mediatico”. “L’incontro di oggi – ha commentato Pittella – è veramente positivo, perché ci consegna un format ed un approccio che sono sicuramente adatti ad un contesto di società come quello in cui viviamo. Dobbiamo usare questo metodo sempre, in tutte le nostre azioni, favorendo la sintesi tra le diversità culturali, politiche e dei portatori di interesse, e promuovendo una maggiore collaborazione e collegialità. E’ un’ottima occasione – ha detto ancora – per parlare di merito e di elaborazione scientifica di dati, a valle di un lavoro meticoloso e puntuale e di un’iniziativa che va iscritta al presidente della Provincia di Potenza, Nicola Valluzzi e alla sua squadra, al presidente dell’Istat Giorgio Alleva e al suo team. Ringraziamo tutti quelli che hanno contribuito al progetto, per averci consegnato un lavoro di dettaglio e di merito”. Il presidente si è poi soffermato “sul nodo ancora non sciolto tra verità e convenienza: quando c’è un elemento di difficoltà – ha spiegato – sono in molti a fuggire e a nascondersi invece di fare un’operazione verità. Le grandi riforme di sistema devono essere fatte con grande coraggio: questo vale anche per la nostra regione, per la nostra società: dalla scuola alla famiglia fino al mondo imprenditoriale, al sindacato e alla Chiesa. Il tema delle riforme e delle tutele – ha ribadito Pittella – è un altro nodo non sciolto nella nostra regione come nel nostro Paese. Ma per farle bisogna attenersi ai numeri, ai dati concreti, e bisogna censurare chi anima ad arte un dissenso, chi lo porta alle estreme conseguenze perché si vuole nascondere dall’assunzione delle responsabilità”. Pittella ha poi aggiunto che “in questi giorni nei quali abbiamo vissuto una ferita mortale per la regione, per vicende ascritte a responsabilità individuali e non collettive, mi rifiuto di fare di tutta l’erba un fascio, perché non è corretto per nessuno. Non capisco però come mai pochi siano intervenuti quando la Basilicata è stata messa sotto attacco mediatico. Ci sono stati titoli che hanno dipinto la nostra regione come la Terra dei fuochi. Ho letto di percentuali di incidenza di malattie oncologiche che non hanno nulla di scientifico, ho visto sedicenti studi affidati all’estemporaneità del momento in una delle più grandi operazioni disfattiste, veicolata anche attraverso i social. In tutto questo è giusto naturalmente che la magistratura vada avanti. Il problema della classe dirigente però – ha messo in chiaro il governatore – non si risolve attraverso il giustizialismo, non è leale e corretto. Chi ha sbagliato però è bene che paghi. In questi giorni – ha continuato – la mia è la reazione di un presidente che prova a ricucire un rapporto che si è interrotto con le comunità, recuperando solidarietà, partecipazione, ed anche una buona dose di coraggio e di audacia nel provare a non nascondersi quando c’è da assumersi responsabilità. Singoli gravi episodi vanno perseguiti, se esistono responsabilità. Ma la nostra regione e i nostri virtuosismi sono un’altra cosa”.

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