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Caos a scuola: studenti “cacciati”

L’Unione degli Studenti ha raccontato quanto accaduto due giorni fa in alcune scuole di Bari e provincia relativamente alle assemblee convocate per discutere sulla Riforma Gelmini. In particoalre nel comunicato si fa riferimento ai fatti riportati dal comitato dell’UdS  accaduti al Liceo Scacchi di Bari, dove agli studenti non sarebbe stato consentito di proseguire le lezioni dopo l’assemblea.  Diverse assemblee sono state organizzate in contemporanea durante la prima ora di lezione. Studentesse e studenti delle scuole di Bari, Monopoli, Ruvo, Acquaviva, Triggiano e Conversano si sono dati appuntamento alle 8 davanti alle proprie scuole organizzando sit-in e assemblee autoconvocate. I temi principalmente discussi sono stati quelli della Riforma Gelmini e dell’Altrariforma proposta dagli Studenti e come mettere in pratica quest’ultima. Si è parlato di lavoro precario e di futuro precario, quello che si prospetta per tutti noi, studenti medi, universitari, ricercatori, lavoratori ecc.
Sebbene ci sia stato un clima generale di collaborazione e supporto da parte di docenti e personale della scuola nei confronti degli studenti non sono mancati casi isolati come quello del Liceo Scacchi. A termine dell’assemblea (ore 9:00) infatti ai circa duecento studenti in assemblea è stato impedito il rientro in aula e la normale prosecuzione delle elezioni. *Crediamo che questo sia un grave atto di violazione della libertà di espressione oltre che un chiaro segnale di ottusità rispetto alle rivendicazioni che oggi gli studenti hanno portato davanti alla singole scuole. *

Il 29 ottobre, Link e Unione degli Studenti, un giorno prima della manifestazione della Rete Precari a Napoli, hanno indetto una Manifestazione Nazionale Studentesca che si articolerà nelle più grandi piazze d’Italia. Migliaia i partecipanti. Anche a Bari emerge la necessità di mobilitarsi tutti assieme, provando a uscire dalle scuole e dalle università e far sentire all’intera cittadinanza che i problemi della formazione, della cultura non sono solo un problema degli studenti. E’ un problema di tutti, del nostro presente e del nostro futuro sempre più precario e inesistente.
Le Università sono al collasso economico. 1.5 miliardi di tagli pesano come un macigno sulle casse delle Università, che scaricano sugli studenti il disagio maggiore con aumenti tasse e riduzione dei servizi per gli studenti. Il diritto allo studio muore definitivamente. Da un lato il Governo taglia il 60% al Fondo integrativo nazionale per le borse di studio, portando a minimi storici l’erogazione di un beneficio diventato ormai un “lusso per pochi”; dall’altro re-introduce ex lege lo strumento del prestito d’onore, in grado di produrre indebitamenti già prima dell’ingresso del mondo del lavoro.

Così sempre il  29 ottobre si sono ritrovati tutti a Bari in Piazza Umberto I, per una fiaccolata che siè distesa per le vie di Bari, in nome di scuola ed università pubbliche. Tema “Illuminiamo questa città contro l’ombra dell’ignoranza”

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