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Capone su inaugurazione Teatro Apollo a Lecce

“É un’emozione grandissima – ha detto l’assessore regionale all’Industria turistica e culturale Loredana Capone – poter rivedere un gioiello della città di Lecce come il Teatro Apollo rinascere a nuova vita ed é un orgoglio sapere di avere contribuito affinché questo accadesse. L’inaugurazione con il presidente della Repubblica é senz’altro un riconoscimento importante. Il futuro é tutto da scrivere e ci auguriamo che questo possa avvenire con il massimo coinvolgimento di tutte le professionalità che il Salento ha saputo esprimere nel corso di questi anni e con il miglior contributo regionale, nazionale e internazionale. Questo é il tempo in cui i cittadini devono riappropriarsi dei beni culturali della loro città, sentirli vivi, percepirli come strumenti capaci di generare lavoro e prospettive di crescita. Ma siamo particolarmente orgogliosi, oggi, perché ad inaugurare questa pietra miliare della città di Lecce c’è un altro gioiello: OLES. Ero mortificata lo scorso anno al solo pensiero che questa straordinaria pagina della musica salentina e pugliese potesse chiudere i battenti. Per questo motivo con la Regione Puglia abbiamo fatto una vera e propria operazione di salvataggio in extremis consentendo all’Orchestra non solo di sopravvivere ma anche di poter presentare un programma di rilievo. Adesso l’obiettivo é ancora più ambizioso: dare una prospettiva di continuità ai maestri che, giorno dopo giorno, l’hanno nutrita, e garantire una dimensione artistica che si allarghi a tutta la regione, in sintonia e in rete con tutte le altre orchestre pugliesi. Che sia un doppio battesimo, allora, quello di venerdì, per l’Orchestra e per il Teatro. Ma il Teatro Apollo é soltanto una delle meraviglie di questa regione e di questa provincia, fa parte di un compendio di teatri, innanzitutto pubblici ma anche privati, che ci auguriamo possa muoversi in rete. Affinché questo avvenga, però, occorrerà lavorare seriamente e in sinergia sui piani di gestione dei singoli beni. Solo se i piani di gestione alla fine convergeranno in una strategia complessiva la rete potrà funzionare e creare indotto per il territorio. É questa la sfida. Per troppi anni si é pensato al solo restauro del patrimonio architettonico, da oggi bisognerà prendersi cura dei contenuti che li riempiranno. É questo l’indirizzo strategico, dall’Europa, allo Stato, alla Regione”.

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