‘Club 27’ sabato al TaTÀ di Taranto

«Possiamo essere eroi anche solo per un giorno», il refrain di “Heroes”, brano epico, uno dei capolavori di David Bowie, scritto con Brian Eno nel 1977. Per “Heroes”, progetto artistico triennale 2017/19 di Crest e “Tra il dire e il fare” (Ruvo di Puglia, BA) in ATS, sabato 18 novembre, alle ore 21 al TaTÀ di Taranto, in via Deledda al quartiere Tamburi, anteprima regionale di “Club 27”, progetto di Ippolito Chiarello, testi Francesco Niccolini, regia Michelangelo Campanale e Ippolito Chiarello, con Ippolito Chiarello, produzione Nasca Teatri di Terra / Tra il dire e il fare, anteprima regionale. Biglietto 10 euro, ridotto 7 euro (under 30 e over 65). Prima e dopo lo spettacolo, nel foyer del TaTÀ, Vinyl Zone proporrà una selezione musicale a cura di dj Pa.Co e Sonyx dei migliori classici del rock, oltre ad esporre un’ampia scelta di vinili nuovi e usati rock/pop. Info: 099.4725780 – 366.3473430.
Un uomo radio. Una consolle da dj, un microfono. Ippolito Chiarello – nei panni di un dj notturno – riporta in vita attraverso la loro musica, le parole, le suggestioni di una notte molto rock, senza tempo e senza spazio, i miti del club 27, ovvero delle star esplose in cielo (o agli inferi), nel loro ventisettesimo anno di età: Jimi Hendrix, Kurt Cobain, Robert Johnson, Jim Morrison, Amy Winehouse, in ottima compagnia con altri evocati come Jeff Buckley, Elvis Presley, Andy Warhol.
Leggende del rock, di cui sappiamo tutto ma che abbiamo voglia di ascoltare ancora una volta. “One more time”, come i bambini che ogni sera hanno bisogno delle stesse fiabe per addormentarsi. Storie di grandi miti, autentiche stelle del rock e non solo, quelle del Club 27. Gli immortali per eccellenza, in preda al loro distruttivo delirio di onnipotenza, dalle vite tragiche e “mortali”. Uno spettacolo in cui protagonista è il teatro e il suo pubblico, e in cui Ippolito Chiarello si concede il sogno più bello che un attore, e un dj, possano sperare di sognare… «Ho sempre avuto una passione per i miti, gli eroi e i supereroi: gli immortali, insomma. Vi racconto storie di miti, quelli maledetti, forse perché sono loro gli ultimi ad averci lasciato in eredità una storia. Forse avrei voluto essere uno di loro».  

 

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