Concessa l’autorizzazione a perforazione del pozzo ‘Pergola 1’

“Il solerte ufficio stampa della Giunta Regionale, che per dare fieno alla macchina della propaganda anti-petrolifera, ci ha abituati con una certa periodicità a comunicati sul diniego della Giunta a nuove richieste di perforazioni per la ricerca di petrolio, si è guardato bene questa volta dal farci sapere che la Giunta Regionale, con delibera 1371/2012, proposta dall’assessore green-Mazzocco e adottata il 16 ottobre scorso, ha dato il via libera alla perforazione del pozzo ‘Pergola 1’ nel territorio di Marsiconuovo. Si dirà che la perforazione riguarda la concessione ‘Val d’Agri’dell’Eni che è contenuta nell’accordo Stato-Regioni del 2001 e quindi non può rientrare nella cosiddetta ‘moratoria’. Ma questo è solo un vergognoso alibi – continua Filippo Massaro –  perché sul pozzo all’interno del perimetro del Parco Nazionale Val d’Agri ci sono  aspetti geologici, geo-morfologici, idrologici ed ambientali non ancora chiariti. Del resto è stato il presidente dei senatori IdV Felice Belisario a sollevare ‘serie perplessità’ sino ad affermare che “tutti gli studi più accurati portano alla determinazione che il pozzo Pergola 1, nell’agro di Marsiconuovo, è altamente inquinante. Il reale problema è che le regole del gioco devono cambiare anche per le trivellazioni già autorizzate e non ancora cominciate perché – insiste  Massaro –  la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini è sacra ed è assai più importante del profitto”. Ed è il caso di ricordare la replica dell’assessore all’Ambiente Mazzocco che invitava il senatore dipietrista a rivolgersi alle autorità competenti. Come dire: se sai qualcosa, caccia le carte e presentale, sennò taci.

Ma a parte la battaglia di Belisario, non nuovo al fuoco incrociato contro l’operato della Giunta De Filippo per poi fare dietro front, alle popolazioni della Val d’Agri – continua Massaro – interessa conoscere in dettaglio se sono state osservate tutte le disposizioni previste dalla vigente legislazione mineraria, nonché tutte le prescrizioni rese nelle autorizzazioni, pareri e nulla osta ocorrenti. L’aspetto più delicato ed ancora sottovalutato riguarda il pericolo di inquinamento delle falde acquifere oltre al fatto che il pozzo è a pochissimi Km dal centro abitato e dalla diga.

Non vorremmo – conclude Massaro – che il Governatore-sceicco usasse due pesi e due misure e nei confronti dell’Eni preferisse la ‘scorciatoia’ delle agevolazioni rispetto alla linea dura (quella dei ‘carri armati’, per intenderci) che si vorrebbe accreditare. Per noi infatti ci sono tutte le condizioni di impatto ambientale, sul territorio, sulle attività del Parco per rifiutare l’autorizzazione”.

Filippo Massaro – Csail Indignati Lucani

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