Confapi Matera sul patto di sistema ‘Obiettivo Basilicata 2012’

Nonostante CONFAPI Basilicata abbia chiesto di essere coinvolta nella stesura del patto di sistema “Obiettivo Basilicata 2012”, la Regione continua a coinvolgere solo una parte minoritaria del sistema imprenditoriale lucano, perseguendo una concertazione monca che fa di un’iniziativa considerevole un’incompiuta negativa. Negativa perché l’apporto di idee e proposte che altri potrebbero dare, correggerebbe errori come, per esempio, quello di escludere le piccole imprese dai contratti di sviluppo, decisione assunta peraltro in palese controtendenza con la normativa comunitaria e nazionale che si riferisce alle PMI e in totale dissonanza dalla realtà imprenditoriale della Basilicata, costituita com’è noto da aziende di minori dimensioni.

Infatti, in una regione in cui le Medie e Grandi Imprese costituiscono lo 0,4% del totale, escludere le Piccole Imprese dai contratti di sviluppo, cui sono destinati 20 milioni di euro, significa fare un danno all’intero sistema imprenditoriale lucano, fatto da micro e piccole imprese (fino a 50 dipendenti e fino a 10 mln di fatturato). Tuttavia, senza entrare nel merito dei punti del patto di sistema, su cui ci si riserva di fornire dettagliate osservazioni al momento opportuno, CONFAPI Basilicata giudica questa della Regione un’occasione mancata, perché un’iniziativa così ambiziosa avrebbe dovuto essere perseguita attraverso un modello concertativo che chiama tutti i soggetti ad uno sforzo comune, imitando l’appello che TUTTE le parti sociali, a livello nazionale, hanno rivolto al Governo per un patto per la crescita dell’Italia.

“Si rende necessario – scrivono le associazioni imprenditoriali e i sindacati nazionali – un Patto per la crescita che coinvolga tutte le parti sociali; serve una grande assunzione di responsabilità da parte di tutti”. Questa coesione è il metodo da seguire in periodi difficili come questo che la nostra regione sta attraversando.

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