Derby Bari-Lecce, per la Procura barese fu Semeraro a volere la combine

La Procura di Bari è certa: sarebbe stato Pierandrea Semeraro, l’ex presidente del Lecce Calcio, l’effettivo contraente in nome e per conto del quale è stata conclusa la combine in occasione del derby tra Bari e Lecce, disputato al ‘San Nicola’ il 15 maggio 2011, e terminato 2-0 per i salentini. La gara, inoltre, sarebbe stata comprata dalla società leccese per 200mila euro; è quanto scritto dal giudice monocratico di Bari, Valeria Spagnoletti, nelle motivazioni della sentenza con cui il 27 novembre scorso ha condannato Semeraro e Carlo Quarta ad 1 anno e 6 mesi di reclusione e al pagamento di 10mila euro di multa Semeraro, a 9 mesi di reclusione e cinquemila euro di multa Marcello Di Lorenzo, amico dell’ex calciatore biancorosso Andrea Masiello (che ha patteggiato nell’ambito dello stesso procedimento insieme con i suoi amici Gianni Carella e Fabio Giacobbe).
Secondo il giudice “i rapporti diretti nella trattativa e nella conclusione dell’accordo intercorrono tra Carella e Quarta. Tuttavia è evidente da un lato che Quarta non agisce in proprio, ma nell’interesse di Semeraro, dall’altro che Carella svolge il ruolo di portavoce della proposta criminosa indirizzata a Masiello. Semeraro è fortemente interessato ad assicurarsi, nella sua qualità di presidente del Lecce, la sconfitta del Bari nel derby, con l’obiettivo di evitare la retrocessione del Lecce. E non c’è dubbio – si legge ancora nelle motivazioni – che la partita sia stata in qualche modo alterata, se non altro perchè Masiello disputa quell’incontro con il proposito di assecondare l’accordo criminoso, nel cui assetto di interessi contrapposti rientra la definitiva riscossione del denaro a seguito della sconfitta del Bari”.
Il giudice, in questo contesto, ‘punta’ la sua attenzione sull’episodio più lampante della gara, ovvero l’autorete di Masiello, quando il derby era ancora sul punteggio di 0-1. Rete, quella, che chiude definitivamente i giochi. Nella parte della sentenza in cui riconosce alle costituite parti civili il risarcimento danni (Figc, Consumatori e oltre 200 tifosi di Bari e Lecce), il giudice evidenzia il “danno da passione sportiva rovinata”, la “sofferenza provocata nell’apprendere della combine di una partita da loro (i tifosi), particolarmente attesa e sentita come il derby pugliese” e il “danno per aver smarrito i propri valori sportivi e mutato in senso peggiorativo le proprie abitudini di vita” dopo la “delusione e perdita di fiducia nella correttezza delle partite di calcio e nella lealtà dei calciatori” e per la “perdita di interesse e desiderio di coltivare il proprio hobby di seguire la squadra del cuore dal vivo”.

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