Dichiarazione di Polese(PD) su Basilicata Pride

 

Oggi la nostra città sarà più bella del solito. La religione delle emozioni, la religione dei sentimenti, la religione dell’amore verso tutti, senza escludere nessuno, sarà la protagonista assoluta in questo giorno di festa ed allegria”. Queste le dichiarazioni del Consigliere regionale Mario Polese (Pd) che ieri ha preso parte al Basilicata Pride Potenza, seconda tappa dell’Onda Pride che per la prima volta attraverserà le vie del capoluogo.

“Spiace constatare – continua Polese – che in questi giorni qualcuno abbia strumentalizzato questa giornata usando toni e metodi che non appartengono alla nostra cultura dedita all’accoglienza e all’ascolto. Purtroppo quel “non sapere tollerare” continua a riaffiorare nel presente dimenticando il grande valore che ha rivestito nella nostra storia.  Le istituzioni possono, in questo, dare un grande contributo. Un esempio è stata la mozione Re.a.Dy che con forza ho portato avanti nel 2015 facendo da apripista nei diritti verso le comunità Lgbt in Basilicata e invitando nel 2016 a Potenza, per la consueta manifestazione del mio secondo anno in Consiglio, l’ex parlamentare Vladimir Luxuria per discutere e condividere le azioni politiche e culturali messe in campo nella mia attività con la comunità”.

“L’art. 1 dello Statuto del Pd – sottolinea il consigliere –  riconosce e rispetta il pluralismo in tutte le sue forme. Ed è per questo che oggi mi sento ancora più orgoglioso di esser un dirigente del Partito democratico pensando a tutte le azioni intraprese in tal senso. Penso alla legge sulle unioni civili, voluta dal governo nazionale,  un passo decisivo ed  importante che ha dato finalmente all’Italia la possibilità di riconoscere diritti fondamentali a donne e uomini che chiedono di poter vivere in libertà semplicemente il proprio essere. Non importa se le unioni civili nella nostra Regione saranno due o 1000, “i diritti non si contano”, si affermano, si tutelano sempre e ovunque”.

“Se siamo ancora qui a discutere se sia giusto o meno il Pride – continua Polese – vuol dire che il cammino da fare, per abbattere le diseguaglianze, è ancora lungo poichè legato a retaggi culturali che non sono più del nostro tempo. Ed è per questo che, ancora una volta, ho deciso di metterci la faccia, partecipando a questa festa assieme agli attivisti perché la tutela dei diritti per tutti è sì un concetto connaturato nella mia generazione ma non lo è altrettanto nelle coscienze di tutti.”.

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