Dissequestrati i depuratori gestiti da Acquedotto Lucano

Il Tribunale del riesame di Potenza ha annullato il provvedimento di sequestro dei 49 depuratori gestiti da Acquedotto Lucano (altri tre non sono gestiti dalla società), accogliendo così il ricorso contro il decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice delle indagini preliminari il 18 gennaio scorso.
“I giudici del Riesame – spiega Acquedotto Lucano in una nota – hanno motivato la decisione di annullamento del decreto spiegando che il fatto contestato “non integra il reato di cui all’articolo 137, comma quinto, del decreto legislativo n. 152 del 2006, ma un mero illecito amministrativo”. In sostanza, non vi è, a parere del collegio del tribunale distrettuale di Potenza, nessun reato di natura ambientale(era stata contestata la sola l’omissione di atti d’ufficio). Del resto, era stata la stessa Procura della Repubblica a ritenere che non vi erano problemi per la salute pubblica.
Acquedotto Lucano, da subito, ha ritenuto di agire nella massima trasparenza, spiegando le ragioni per le quali non era stato possibile conseguire l’autorizzazione unica ambientale (A.U.A) per tutti gli impianti.
La competenza a richiedere le autorizzazioni allo scarico è stata disciplinata dalla Regione Basilicata il 22 giugno scorso, con l’emanazione della Delibera di Giunta Regionale n. 689 (“Linee guida regionali in materia di autorizzazione unica ambientale e adozione del modello semplificato ed unificato per la richiesta di autorizzazione unica ambientale”). Delibera che dispone che “relativamente ai procedimenti autorizzativi degli impianti di depurazione di competenza del servizio idrico integrato l’Egrib emana opportuno provvedimento in nome e per conto dei Comuni, al fine di delegare il gestore (Acquedotto Lucano SpA) a richiedere l’autorizzazione allo scarico degli impianti di depurazione di competenza”.

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