Don Uva, gli addetti alla mensa e alle pulizie senza stipendio da due mesi

Nella complicata geografia della crisi lucana spiccano le vertenze legate ai servizi di mensa e pulizia. Dopo il braccio di ferro consumatosi nelle scorse settimane sugli appalti storici nelle scuole, ora si apre il capitolo del centro di riabilitazione Don Uva di Potenza dove opera la società milanese Ambrosia che ha alle dipendenze circa 60 addetti tra servizio mensa e pulizie. Da quasi un mese i lavoratori sono in stato di agitazione permanente a causa dei continui ritardi nel pagamento degli stipendi.

I sindacati di categoria Fisascat Filcams Uiltucs lamentano il mancato pagamento di due mensilità nonostante che il commissario straordinario della Casa della Divina Provvidenza, l’Avv. Bartolomeo Cozzoli, abbia precisato a mezzo stampa di aver saldato tutte le spettanze alle società esternalizzate. Insomma, i soldi ci sono, il commissario paga i fornitori, ma i fornitori non pagano i dipendenti; un ritornello piuttosto diffuso nel ramo mensa e pulizie. Ma c’è di più, perché ora i lavoratori rischiano di vedersi decurtate anche le ore di lavoro e quindi il salario per effetto della riduzione della superficie da pulire annunciata dalla ditta Ambrosia.

I sindacati denunciano inoltre il malfunzionamento di alcune attrezzature, come un montacarichi per la movimentazione dei pasti, guasto da tempo e non riparato nonostante le sollecitazioni dei lavoratori. Fisascat Filcams Uiltucs hanno chiesto al commissario straordinario del Don Uva di subentrare alla Ambrosia nel pagamento delle spettanze arretrate, così come consentirebbe la normativa in materia di appalti pubblici, ma al momento – lamentano le tre sigle sindacali – non sono arrivate risposte dal quartier generale di Bisceglie.

 

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