Don Uva, l’Unità di crisi studia soluzioni di gestione alternativa

“La garanzia per i lavoratori lucani dell’Istituto Casa della Divina Provvidenza non deve fondarsi sulla ragione sociale della regione, ma sul servizio che sono chiamati quotidianamente a svolgere. Un servizio che non può conoscere interruzioni e per garantire la continuità del quale la Regione Basilicata è disposta a valutare ogni possibile soluzione che il divenire dei fatti dovesse presentare, inclusa la possibilità di un impegno che coinvolga maggiormente la struttura pubblica, qualora si presentasse la necessità di garantire gestioni transitorie”.

E’ questa l’indicazione data dall’assessore alla Sanità della Regione Basilicata, Attilio Martorano, al dirigente generale dello stesso Dipartimento, Domenico Tripaldi, che questa mattina ha presieduto la prima riunione dell’Unità di crisi (composta anche da sindacati e rappresentanti dell’Asp) che lo stesso Martorano ha voluto istituire per seguire le evoluzioni della difficile crisi aziendale della struttura sanitaria. Per assicurare la prosecuzione del servizio, il Dipartimento Salute sta vagliando una serie di soluzioni alternative, inclusa la possibilità di costituire un soggetto terzo a cui affidare la gestione del centro potentino. I rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno espresso apprezzamento per l’impegno che la Regione Basilicata sta mettendo in atto per garantire sia i servizi che i livelli occupazionali.

Il Comitato di crisi tornerà a riunirsi nei prossimi giorni per vagliare più concretamente le soluzioni alternative che si stanno esplorando e verificarne l’effettivo livello di attuabilità. Al tavolo tecnico, oltre ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria, ha partecipato anche il direttore amministrativo dell’Azienda sanitaria di Potenza, Cristiana Mecca.

 

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