Edilizia scolastica a Bari, situazione inaccettabile

A pochi giorni dall’inizio della scuola i lavori di manutenzione al Liceo Scientifico “A. Scacchi”, iniziati lo scorso gennaio, non sono ancora terminati. Gli studenti sono costretti quindi ad affrontare enormi difficoltà a fronte di nove aule della struttura inagibili per almeno due settimane, dovendosi dividere in un doppio turno di lezione, uno mattutino e uno pomeridiano. Una situazione simile è presente anche al Liceo Scientifico “G. Salvemini”, all’interno del quale la ristrutturazione degli spazi della scuola da parte della Città Metropolitana, che dovranno garantire ben sei aule, avverranno solo entro il mese di novembre, costringendo dunque gli studenti a fare lezione nei laboratori di cui dipone l’Istituto. Oltre ai casi dello Scacchi e del Salvemini, esistono numerosi casi in tutto il territorio barese in cui vi sono condizioni precarie delle strutture scolastiche.
“Non possiamo accettare che si continuino a proporre interventi emergenziali considerata la spingente necessità di intervenire in maniera strutturale sul tema, che centinaia di studenti ogni giorno siano costretti ad alternarsi per andare a scuola e che studino in scuole-cantiere che mettono a rischio le loro vite” afferma Rossana Didonna, coordinatrice dell’Unione degli Studenti Bari.
“Lo scorso anno come Unione degli Studenti Bari abbiamo presentato il quadro critico degli istituti baresi all’Amministrazione. A seguito delle mobilitazioni che hanno coinvolto migliaia di studenti, siamo riusciti ad ottenere il Tavolo Tecnico sul diritto allo studio che ad oggi si è dimostrato come un luogo di vuote promesse e provvedimenti emergenziali” continua la studentessa.
“In questo autunno ci mobiliteremo nuovamente affinché il Tavolo Tecnico diventi uno strumento di confronto reale tra gli studenti e l’Amministrazione, con l’obiettivo di ottenere un reale piano di finanziamenti sul diritto allo studio.
Il 13 ottobre saremo in piazza per rivendicare un’istruzione gratuita e di qualità ed un piano di interventi strutturali sull’ edilizia scolastica” conclude Didonna.

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