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Energie Rinnovabili, parla Vendola

“Intendiamo mettere in mora il Governo centrale sulle sue inadempienze in materia di energia rinnovabile, con particolare riferimento alle quote di burden sharing”.
Lo ha dichiarato il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola in conferenza stampa a cui hanno partecipato la Vice Presidente Loredana Capone, e gli Assessori Lorenzo Nicastro e Angela Barbanente.
“Noi – ha proseguito Vendola – patiamo una condizione davvero incredibile: siamo in un mercato energetico liberalizzato, dove la Regione non ha alcuna competenza. Lo Stato Italiano le proprie competenze le ha interpretate nella maniera peggiore: abbiamo atteso per sette anni le Linee guida per le energie rinnovabili e da due anni aspettiamo inutilmente che il Governo assegni le quote di produzione di energia rinnovabile per ogni regione (burden sharing). Per questo apriremo una procedura di diffida nei confronti del Governo e avvieremo la nostra battaglia in tutte le sedi giurisdizionali che ci consentano di far vivere questa questione”.

Secondo Vendola “sono troppe le responsabilità che si sono accumulate in chi, da un lato, ha impedito la regolamentazione e, dall’altro, ha messo in campo una quantità incredibile di risorse: due elementi che hanno drogato il mercato”.
“La Regione Puglia – ha continuato il Presidente della Regione – viceversa, è stata quella più impegnata nel tentativo di mettere vincoli e paletti: la moratoria sull’eolico, una norma di legge e un regolamento; tre provvedimenti che sono stati sistematicamente bocciati dalla Corte Costituzionale. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare per provare a dire che l’energia rinnovabile non può trasformarsi da un’idea alternativa di sviluppo a un elemento devastante del nostro paesaggio”.
“Noi – ha dichiarato Vendola – sappiamo tutto quello che è stato autorizzato dalla Regione, ma non sappiamo quello che è stato concesso dai comuni con le DIA (Dichiarazione Inizio di Attività, necessarie per gli impianti inferiori ad 1MGW ndr). Stiamo per andare in cabina di regia per il decentramento per chiedere a Province e a Comuni di chiudere rapidamente, anche con l’uso della Polizia Provinciale e Polizia Municipale, il censimento di tutti gli impianti che sono sorti attraverso le Dia, per costituire l’anagrafe e conoscere qual è il limite oltre il quale non si può andare”.
“Vorrei dire alla politica in generale – ha concluso Vendola – che bisognerebbe tornare a Roma e cambiare la logica che sta drogando il mercato: troppi soldi a causa del fatto che il conto energia è semplicemente un flusso di denaro verso le imprese e non viene orientato, ad esempio, verso le famiglie attraverso la solarizzazzione strutturale, e verso centrali di piccola taglia per l’auto-produzione e l’auto-consumo”.
Il Presidente della Regione si è detto anche disponibile “a valutare un atto di moratoria che è, in tutta evidenza, incostituzionale”, tuttavia “dovremo discutere anche di questo: fare un’azione politica, insieme alle altre Regioni, che possa spingere il Governo centrale ad occuparsi del fatto che l’energia rinnovabile non può essere un ennesimo business per devastare l’ambiente. Noi su questa battaglia andremo fino in fondo e chiederemo a ciascuno di scoprire le proprie carte e di assumersi la propria responsabilità”.
L’Assessore Barbanente ha sottolineato quanto “la Regione ha fatto per arginare il fenomeno dell’eolico non controllato e su quanto si sia lavorato con la legge 31 del 2008, per mettere a punto una norma che ritagliasse gli ambiti già vulnerabili dal punto di vista ambientale e paesaggistico della nostra regione. La Regione Puglia ha la coscienza a posto, chi non ha fatto la sua parte è lo Stato italiano che su questa materia è assolutamente inadempiente”.
Intanto, ieri a Roma, c’è stata un’importante Conferenza unificata Stato-Regioni a cui ha partecipato la Vice Presidente Loredana Capone dove si è discusso del decreto legislativo riguardante l’applicazione della direttiva comunitaria in materia di energie rinnovabili. “Questo decreto legislativo – ha spiegato la Capone – dovrà limitare gli impianti fotovoltaici su suolo agricolo e dovrà ridurre gli incentivi. Il Presidente Errani si è fatto portavoce di questa istanza, e cioè che le regioni abbiano più voce e che il sottosegretario faccia subito le norme. Purtroppo aspettiamo da oltre un anno e mezzo la ripartizione delle quote e non possiamo permetterci di aspettare oltre”.
Secondo Nicastro, infine, “è difficile pensare che alla Puglia tocchi partecipare a questo burden sharing nella misura che va oltre il 2 o il 2,5%. C’è il rischio, quindi, che la quota della Puglia sia stata ampiamente raggiunta”.

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