Epidemia trichinellosi in Val d’Agri: Interventi urgenti

Ancora una volta i cittadini sono informati da organi di stampa e vivono ignari dei gravi pericoli alla salute che li circondano. In attesa di conoscere le cause dell’epidemia che ha colpito alcune volpi nella zona tra Moliterno e Viggiano il nostro pensiero va innanzitutto alla discarica di Moliterno che raccoglie da tempo rifiuti solidi urbani di ogni natura (con meccanismi di   controllo quanto meno discutibili) che potrebbero essere, come le tante discariche abusive sparse in Val d’Agri, utilizzate dalla fauna locale (specie cinghiali) per cibarsi. In particolare per i cinghiali è bene evidenziarne la crescente diffusione delle carni sulle tavole dei lucani per non sminuire il pericolo.

Siamo di fronte all’ennesimo caso di quell’emergenza ambientale-territoriale che noi  Csail-Massaro abbiamo denunciato in tante occasioni e che nel comprensorio petrolifero non è solo riferita alla presenza e all’attività del Centro Oli Eni di Viggiano e delle trivelle di estrazione e ricerca di idrocarburi. Abbiamo rivendicato, non a caso, un monitoraggio su tutti e tre i fattori ambiente-natura (acqua, aria, terra) a 360 gradi, per avere un quadro complessivo della situazione e dell’impatto sulla salute pubblica tenuto conto che i dati diffusi per la prima volta dal Registro Regionale Tumori nonostante siano nella media regionale per i tumori verificati in Val d’Agri non ci fanno certamente sentire tranquilli.

Per il Csail-Indignati Lucani la tutela del territorio e della salute del “popolo del petrolio” è una priorità che deve vedere non solo pronunciamenti teorici in occasione dell’imminente campagna elettorale ma impegni concreti da parte di quanti verranno nella nostra zona a chiedere il voto. Un voto che passi dalla protesta alla proposta, come abbiamo deciso di fare, sarà indirizzato a candidati che punteranno essenzialmente ad un modello di sviluppo della Basilicata compatibile con le nostre risorse naturali e territoriali e per il benessere sociale delle nostre popolazioni.

Filippo Massaro, Csail- Indignati Lucani

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