Giornata Mondiale dell’Alzheimer, in Puglia le persone affette da questa malattia sono 40mila

morbo alzheimerIn Puglia le persone affetta dalla sindrome di Alzheimer sono almeno 40mila, di cui 8mila vivono in provincia di Lecce. Le cifre sono stimate per difetto, perché esiste ancora un gran numero di persone ‘invisibili’, cioè coloro che non accedono ai servizi. I dati sono forniti dall’associazione Alzheimer Italia, sezione di Lecce, in occasione della XX edizione della Giornata mondiale dedicata a questa patologia, che si celebra oggi.

“L’occasione è importante perché permette di puntare i riflettori su una condizione di sofferenza spesso nascosta – afferma Renata Franchini, presidente della sezione leccese del sodalizio – segnata da un forte stigma sociale che coinvolge malati e famiglie”. Il dato è destinato ad aumentare, se si considera che in Puglia ogni anno le persone anziane aumentano di 10mila unità. Nel Salento ci sono 168.864 persone oltre i 65 anni (circa il 21% della popolazione), e ben 83.895 supera la soglia dei 75 (per un’incidenza del 10,5% sul totale).

Secondo uno studio dell’Alzheimer’s Disease International, sono 24,3 milioni le persone con demenza oggi nel mondo: 4,6 milioni di nuovi malati l’anno, un caso ogni sette secondi. Anche in questo caso si tratta di cifre che cresceranno nei prossimi 20 anni, con 42,3 milioni di malati nel 2020 e 81,1 milioni nel 2040. “Si tratta di un problema destinato a crescere, e per questo è necessario creare un vero e proprio piano regionale sull’Alzheimer – spiega Franchini – perché in Puglia il sistema dei servizi è ancora troppo frammentato e manca una rete realmente efficace”. Tra gli obiettivi di servizio dell’ultimo Piano regionale delle politiche sociali, c’è l’incremento della presa in carico a ciclo diurno delle persone con Alzheimer, con l’obiettivo di raggiungere entro il triennio 10 posti utente ogni 50mila abitanti. Nella programmazione è previsto, inoltre, un incremento dei servizi territoriali.

A questa richiesta, si aggiungono due questioni su cui l’associazione Alzheimer Lecce vuole assolutamente porre l’attenzione: la diagnosi precoce e gli aiuti economici alle famiglie che assistono persone con Alzheimer. Spesso, infatti, le cosiddette azioni di accompagnamento vengono concesse con molto ritardo rispetto all’insorgenza della malattia. A pagarne le conseguenze non sono solo gli anziani malati, ma anche le loro famiglie. Secondo le ultime stime, i caregiver (coloro che si prendono cure delle persone affette da Alzheimer, ndr), sono tra i maggior fruitori di farmaci antidepressivi.

 

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