Giovinazzo, lettera del sindaco alla cittadinanza sulla Tares

Caro concittadino,

dopo l’arrivo delle cartelle TARES in ogni famiglia giovinazzese mi preme condividere con voi alcune considerazioni che connotano tutta la difficoltà di amministrare oggi in tempi così difficili. Il nuovo tributo TARES è stato istituito col famoso decreto “Salva Italia” del Governo Monti (DECRETO-LEGGE 6 dicembre 2011, n. 201. In seguito nuove disposizioni per la Tares sono state adottate con il DECRETO-LEGGE 31 agosto 2013, n. 102 – Governo Letta). Tale tributo sostituisce la vecchia TARSU e stabilisce la copertura INTEGRALE dei costi del servizio di gestione dei rifiuti. La grande differenza è proprio questa, cito fonti del Ministero delle Finanze: «La TARES, infatti, deve assicurare con il proprio gettito la copertura integrale del costo del predetto servizio. Per la TARSU, invece, l’obbligo di copertura integrale dei costi era previsto soltanto per gli enti locali in stato di dissesto e, per un limitato periodo di tempo, per i Comuni siti nella regione Campania. Pertanto, i Comuni potevano stabilire percentuali di copertura del servizio inferiori al 100% ma non inferiori al 50%, poiché la copertura della restante percentuale non coperta dal gettito della TARSU veniva assicurata con risorse attinte dalla fiscalità generale» (Cfr. Appendice 2 TARES a cura del Ministero delle finanze).

Nell’anno 2013 lo Stato ha ritenuto di tagliare una parte delle risorse trasferite ai Comuni che per il nostro Comune è stato equivalente ad oltre DUE MILIONI di euro restituendo tramite un Fondo di Solidarietà poco più di € 500.000,00. Capite bene le nostre difficoltà ad attuare una norma che ci chiedeva di garantire la copertura totale del servizio con una differenza rispetto all’anno precedente di oltre € 1.400.000,00.

Voglio chiarire anche che questi tributi servono esclusivamente alla copertura totale del costo della gestione dei servizi connessi ai rifiuti, nemmeno un euro di questo tributo può essere destinato ad altre finalità dell’ente Comune, nemmeno un euro può essere speso per fare altre spese o per coprire altri interventi.

Capite ora tutta la difficoltà nell’apporre la mia firma a cartelle che impongono un ulteriore sforzo ai cittadini, e non è finita… il Governo infatti ci riserva di nuovo un balzello sulla prima casa con, ovviamente, un altro nome ossia TASI. E anche la TARES ha avuto vita breve visto che verrà sostituita con la TARI. Come vedete la confusione è tanta, se le sigle cambiano non cambia il concetto di fondo: ulteriori sacrifici per i cittadini.

Molte sono state le proteste dei sindaci italiani che, tramite l’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia), hanno cominciato ad organizzare Giornate e Assemblee Nazionali di protesta e a disertare le Conferenze Stato-Regioni durante le quali vengono stanziati dei finanziamenti che lo Stato affida alle Regioni.

Spero come voi in una ripresa generale e in una politica fiscale meno pesante, come sempre rimango a vostra disposizione per ogni chiarimento e per venire in aiuto di chiunque nei limiti del possibile e delle agevolazioni o esenzioni previste.

Tommaso Depalma – Sindaco di Giovinazzo

 

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