I due marò restano in Italia

I due marò italiani, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, non faranno rientro in India, ma resteranno in Italia. A darne l’annuncio è stato Giulio Terzi, Ministro degli Esteri. I due militari pugliesi, accusati di aver ucciso due pescatori indiani, e attualmente sotto processo in India, erano rientrati in patria per votare alle elezioni politiche.

“L’Italia ha informato il Governo indiano che, stante la formale instaurazione di una controversia internazionale tra i due Stati, i fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non faranno rientro in India alla scadenza del permesso loro concesso”, si legge in una nota della Farnesina. Il ministero degli Esteri ha sottolineato che “l’Italia ha sempre ritenuto che la condotta delle autorità indiane violasse gli obblighi di diritto internazionale gravanti sull’India, in particolare il principio dell’immunità dalla giurisdizione degli organi dello Stato straniero”.

Con una nota consegnata oggi dall’ambasciatore Mancini, l’Italia ha ribadito “la propria disponibilità di giungere ad un accordo per una soluzione della controversia, anche attraverso un arbitrato internazionale o una risoluzione giudiziaria”. Nei giorni scorsi, l’Alta corte del Kerala, seppur in notevole ritardo, aveva avviato le procedure per costituire un tribunale speciale chiamato ad esaminare la questione della competenza giurisdizionale (indiana o italiana) sull’incidente in cui rimasero coinvolti il 15 febbraio 2012 al largo delle coste del Kerala i marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

 

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