CronacaPuglia

I migranti del Cara di Bari occupano i binari e la tangenziale

I migranti si sono accorti che appellarsi al Governo italiano, così come alle Istituzioni locali (Regione Puglia in primis) non porta a nessun risultato, se non ad inutili ed estenuanti perdite di tempo. Daltronde sarebbe come se i lavoratori della Fiat o della OM (qui a Bari) riporrebbero speranze verso i loro padroni, responsabili di licenziamenti, diminuzione dei salari, aumento dei ritimi di lavoro, smantellamento dei diritti.

Ecco perchè questa mattina, alle prime ore dell’alba, ancora una volta i migranti del Cara di Bari hanno deciso di occupare i binari. Per rivendicare il rilascio dei documenti, permesso di soggiorno o asilo politico che sia! Ormai a loro questa differenza inizia anche ad interessare relativamente.

Tra i migranti del Cara, quelli che passano (e non si sa per quanto tempo e con quale trattamento civile) dalla Tendopoli di Manduria e quelli che vengono sfruttati nelle campagne pugliesi, c’è un forte legame: sono a disposizione degli interessi delle imprese e del caporalato per fornire forza-lavoro a basso costo. In questo meccanismo responsabili e complici sono il Governo, ma anche la Regione Puglia, con il suo ipocratica “buonismo democratico”, che cerca di mascherare la falsa accoglienza istituzionale presente in Puglia.

A quali risultati hanno portato le promesse del Governo regionale fatte nei giorni scorsi ai migranti del Cara di Bari in materia di documenti? Cosa significa fregiarsi di essere terra e Regione di frontiera, accogliente e meticcia, se la proposta alla chiusura della tendopoli di Manduria la si concerta con la Protezione civile per poi dirottare i migranti, come se fossero “prigionieri di guerra”, da una zona militare tra Oria e Manduria alla base Isaf di S.Vito dei Normanni (Br)? Di fronte all’ormai caporalato “istituzionalizzato” (daltronde ci sarà pure un legame tra le imprese che lo usano e i Governi che le finanziano con sussidi fiscali e risorse pubbliche!)

Ma la risposta all’incapacità di gestire in forme civili e democratiche le rivendicazioni dei migranti e i loro diritti sia umani per la cittandinanza che sociali per la dignità sui posti di lavoro la stanno dando gli stessi migranti opponendosi a tutto ciò. Dall’occupazione dei binari agli scioperi autoconvocati nelle campagne domistrano quanto i migranti non facciano sconti a nessuno. Di fronte a condizioni di vita e lavoro al limite di un paese civile loro non si soffermano a guardare se si tratta di governi amici o meno. Lottano per la loro autodeterminazione. E non è un caso che al loro fianco, mentre occupano, protestano in forme autorganizzate, autogestiscono assemblee, ci siano studenti, precari/e, persone sotto sfratto senza casa e non sindacati e/o pseudo antirazzisti autoproclamatisi.

A noi non resta che lottare insieme a loro, senza credere di rappresentarli davanti all’Assessore (amico!) e/o funzionario di governo di turno. Non ci resta che facilitare la costruire di relazioni tra le varie lotte dei migranti: da quelle per i documenti a quelle per un lavoro e una vita dignitosa. Non ci resta che opporci accanto (e non distanti!) dai migranti per la chiusura della tendopoli di Manduria, aggiungendo che la base Isaf sarebbe identica alla soluzione precedente.

 Collettivo Sinistra Critica Bari

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