I pescatori, sentinelle ambientali, lasciati a secco

Lo scorso febbraio il coordinatore dei gruppi di opposizione in Provincia di Potenza, Aurelio Pace, ha interrogato l’assessore alle Attività Produttive, Ufficio caccia e pesca, volendo farsi portavoce di un disagio espresso dalle Organizzazioni di Categoria. Oggetto dell’interpellanza “la conoscenza delle cause a monte per il mancato ripopolamento ittico dei corsi d’acqua sotto giurisdizione della Provincia, l’ammontare delle somme che la Regione Basilicata deve all’Ente per svolgere in maniera adeguata tale compito e il periodo dell’eventuale erogazione”. Il verdetto, protocollato dall’ufficio competente in risposta all’interrogazione non lascia dubbi e dimostra come “siamo alle solite, commenta Pace, visto che l’Ente e la Regione Basilicata non vanno d’accordo nemmeno sul ripopolamento della fauna ittica”.

La Regione Basilicata, ad oggi, non ha versato un centesimo delle somme spettanti alla Provincia, per l’anno in corso. Dimostrazione di come la svogliata inoperosità della Regione e la cronica afonia della Provincia, che non punta i piedi per ottenere tempestivamente quanto le spetta, producono un doppio danno: ai pescatori ed all’ambiente.

Dichiara il coordinatore, “queste sentinelle sono le prime a tutelare l’equilibrio ambientale di quest’ecosistema. Per la maggioranza osservatori delle regole connesse al rispetto della natura, meriterebbero maggiore attenzione e tutela”. Quello ittico è un settore strategico per l’applicazione delle salutari leggi della green economy, quella che punta al turismo ambientale come leva di crescita e tutela del patrimonio verde. I pescatori, è vero, sono i primi fruitori del ripopolamento ittico ma sono anche i custodi silenziosi dell’ambiente. “Le associazioni di categoria, ricevendo la dovuta attenzione, potrebbero meglio contribuire a fare della nostra provincia attrattore turistico per gli avventori d’oltre confine”.

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