BasilicataCultura

“Il desiderio di Vito”

Più volte su queste pagine si e parlato di Vito Coviello, uno scrittore materano che ha scoperto di essere tale dopo che circa venti anni fa ha perso la vista.

Potremmo quasi dire che a volte quando sembra tutto finito e si pensa oramai quasi a una vita vegetativa, fatta di ricordi e di piccoli e inutili svaghi, improvvisamente si apre un filone ricco di oro prezioso e che altro non è, se non la capacità di fermare ricordi situazioni, avvenimenti, schemi di vita oramai fuori moda, come oggi alcuni direbbero, ma nello stesso tempo, quasi macchine del tempo all’indietro capaci di ridestare ricordi assopiti.

In venti anni di oscurità totale, Vito ha scandagliato la sua mente, palmo a palmo, fino a raggiungere ripostigli dimenticati e ha tirato fuori tanto materiale da scrivere ben quindici libri.

Da essi Vito non ha ricavato nemmeno un euro, ma in compenso ha ottenuto tanta gratitudine e riconoscenza che non ha valore monetario.

Infatti, Vito di Matera, come simpaticamente viene chiamato, non ha voluto nessun diritto di Copyright sui suoi libri, ma ha preteso semplicemente che vengano usati per scopi benefici e lui stesso li ha regalati a scuole, asili, comunità, a tanti sindaci, e persino al Papa e al Capo dello Stato.

Tantissimi sono stati gli attestati di ringraziamento e cito solo per brevità e non per importanza una lettera del nostro capo dello Stato scritta di proprio pugno.

Come dicevo all’inizio di questo scritto, Vito Coviello avrebbe un grande desiderio che vorrebbe condividere con tutti noi.

Vito vorrebbe che appena fosse possibile, tenendo conto naturalmente di tutte le norme inerenti la sicurezza, si potesse scegliere una città dove poter riunire tutti i sindaci, i ministri, scienziati, personale sanitario al completo e tutti coloro che hanno contribuito e stanno ancora e che ancora faranno ogni sforzo per sconfiggere il Corona virus e far si che si torni al più presto non dico alla normalità ma a ritmi di vita più umani.

In questo luogo, Vito vorrebbe che Papa Francesco celebrasse una grande messa in suffragio dei migliaia di defunti e che sia anche una messa di ringraziamento per tutti i suddetti eroi, perché tali sono tutti coloro che hanno rischiato e rischiano ancora la vita per debellare questa piaga, che così duramente ci ha colpiti nel corpo e nell’anima.

Spero che qualcuno di voi che legga questo appello possa contribuire, come abbiamo fatto noi a diffonderlo e magari ad adoperarsi affinché il desiderio di Vito Coviello si avveri.

Giuseppe Lurgio (Giovani del 2000)

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