Il Dipartimento universitario a Matera è una priorità

Torna d’attualità il tema dell’Università a Matera. In questo caso, non è in discussione la realizzazione delle strutture del Campus, situato nell’area dell’ex ospedale, ma il ‘padiglione Plasmati’, un’area di 13.000 mq, in cui sorgeranno aule, laboratori, uffici, studi e servizi, per un totale di 18 milioni di euro, provenienti dall’art. 28 legge regionale Bas. 5/2005, che ha assegnato alla Basilicata una somma di 24,6 mln di euro dai fondi FAS delibera CIPE n.20 del 20 settembre 2004, e che riguardano gli interventi del Campus potentino di Macchia Romana e, appunto, l’ex area ospedaliera di Matera. A breve, partiranno anche i lavori per dotare il polo materano di una Casa dello Studente, con residenze, bilblioteca, impianti sportivi e mensa. Un intervento infrastrutturale in cui la Regione Basilicata ha profuso e sta profondendo notevole impegno finanziario. “L’augurio è che tutto proceda celermente, senza ulteriori intoppi e perdite di tempo”, così in una nota congiunta delle associazioni Città Plurale, Legambiente, Aiart, Libera, Sui Generis, Per la Sinistra, Mutamenti a Mezzogiorno.

“L’Ateneo materano – prosegue la nota – ha dimostrato in tutti questi anni di avere grandi capacità trainanti e attrattive per un vasto bacino di utenza che non è solo provinciale ma che coinvolge i grossi comuni della vicina Puglia e i numeri e i risultati lo dimostrano in maniera evidente e inequivocabile. La città di Matera non può essere priva di quelli che oggi la nuova riforma chiama ‘Dipartimenti’, che sono il fulcro fondamentale dell’Ateneo, centri che gestiscono la didattica, la ricerca e tutto quello che compete la reale azione universitaria che ricade sugli studenti e sulla crescita culturale ed economica del territorio. Matera, per il suo ricco patrimonio artistico, culturale, storico e archeologico e avendo alle spalle un esempio unico di laboratorio di urbanistica che può essere recuperato e rivitalizzato con la presenza della facoltà di architettura, rappresenta le sede naturale di un dipartimento di architettura, beni culturali e del paesaggio. Le ultime preoccupanti notizie, riportano alla ribalta questa volta il problema del riassetto organizzativo e dei contenuti dell’Università di Basilicata e, in particolare e specificatamente, il destino del polo materano. I dipartimenti ad oggi, da quelle che sono le proposte progettuali in discussione, sono cinque per la sede di Potenza e uno per la sede di Matera.

La decisione finale spetterà al Senato Accademico, composto dai seguenti docenti: Prof. Michele Perniola, Prof. Faustino Bisaccia, Prof. Ignazio M. Mancini, Prof. Pasquale Frascolla, Prof. Onofrio M. Di Vincenzo, Prof. Gianpaolo Ricciardi, Porf.ssa Caterina Di Maio, Prof. Francesco Panarelli, Prof. Andrea Rando, Prof. Carmine Serio, Prof. Giansalvatore Mecca, Prof. Severino Romano, Prof. Luigi Stanzione, Dott. Valerio Tramutoli, Prof. Cristos Xiloiannis, Prof. Vitantonio Copertino, Prof. Francesco Sdao, che entro fine mese dovrà approvare, e noi ci auguriamo all’unanimità, i sei progetti di costituzione dei dipartimenti, mostrando senso di responsabilità per uno sviluppo equilibrato e imparziale dell’Università di Basilicata. Le prossime settimane rappresenteranno un passo importante per il vero decollo e il futuro della sede Materana.

“Le motivazioni e gli obiettivi della proposta di istituzione a Matera di un Dipartimento universitario mi trovano completamente d’accordo”, afferma Nicola Benedetto, presidente del Gruppo IdV alla Regione. “Ci impegneremo al massimo affinché si completi l’attuale Polo universitario, e per garantire alla sede materana dell’ateneo piena autonomia amministrativa e contabile, con funzioni finalizzate allo svolgimento della ricerca scientifica, delle attività didattiche e formative e favorire la dimensione internazionale delle attività di ricerca e di formazione. Si tratta di un tassello importante a sostegno della candidatura di Matera capitale europea della cultura 2019, della promozione dei beni culturali, della realizzazione di una “rete” della cultura, della ricerca e della scienza grazie alla presenza del Centro di Geodesia Spaziale. Credo sia un’opportunità fondamentale per i nostri giovani, ma soprattutto è una necessità per dare pratica attuazione al principio contenuto nella bozza del nuovo Statuto dell’Università degli Studi della Basilicata di perseguire nelle sedi di Potenza e Matera gli stessi obiettivi”.

 

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