Il Tribunale di Brindisi sequestra sette camere sicurezza

Il Tribunale del Riesame di Brindisi ha disposto la chiusura senza facoltà d’uso, perchè inadeguate,
delle sette camere di sicurezza ad alta sorveglianza presenti nel carcere di Brindisi. Ne dà notizia in una nota il vice segretario generale nazionale dell’Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria, Domenico Mastrulli.
I giudici hanno accolto un ricorso presentato dal sostituto procuratore del Tribunale di Brindisi Raffaele Casto, dopo che il gip dello stesso tribunale aveva rigettato la richiesta di sequestro. I detenuti che erano reclusi in quelle celle, destinate a coloro che si ritiene possano compiere atti di autolesionismo, sono stati già trasferiti in altre carceri.
La Procura della Repubblica di Brindisi aveva chiesto la chiusura delle sette camere di sicurezza sulla scorta dei risultati delle indagini sul suicidio di un detenuto extracomunitario, avvenuto il 6 agosto scorso proprio in una di quelle celle. Le camere di sicurezza sarebbero inadeguate perchè non consentono dall’esterno, attraverso lo spioncino, di vigilare sull’intera cella, così come prevedono le norme carcerarie. Da diverso tempo, secondo quanto accertato dalla Procura, la direzione del carcere di Brindisi aveva segnalato agli organi competenti del ministero della Giustizia l’inadeguatezza di quelle celle, ma non c’era stato nessun intervento. Il 6 agosto dello scorso anno un detenuto extracomunitario, recluso in una camera di sicurezza e che già aveva tentato il suicidio, accese una sigaretta fingendo di fumarla ma in realtà entrò nel bagno della cella, non visibile dall’esterno, e si impiccò. Quando l’agente di custodia si insospettì e decise di entrare nella cella con un collega per un controllo, era ormai troppo tardi. Nell’inchiesta aperta sull’episodio dalla Procura di Brindisi si ipotizza il reato di istigazione al suicidio a carico di ignoti. Nella nota l’Osapp sottolinea di aver segnalato da tempo «l’inopportunità del sovraffollamento dei reparti detentivi e una situazione di criticità per quanto concerne igiene e salubrità dei locali».
Il sindacato ricorda che nelle sette carceri pugliesi ci sono 4.500 detenuti a fronte di 2.800 posti, che ci sarebbe bisogno di 1.000 unità in più nell’organico di polizia penitenziaria oltre che di stanziamenti per ammodernare le strutture carcerarie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *