Il vescovo di Trani accusato di usura reale

Il vescovo dell’arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie e Nazareth, Mons. Giovanni Battista Pichierri, è indagato dalla Procura di Trani per usura reale. Lo stesso reato viene contestato al vicario generale della diocesi, Mons. Savino Giannotti, e all’economo, Mons. Angelo Di Pasquale.

Nei giorni scorsi il pm Antonio Savasta ha fatto notificare agli indagati l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. L’accusa si riferisce all’acquisto, effettuato nel 2006 a Trani, di un palazzo nobiliare Broquier d’Amely, adiacente alla Curia, costato 3 milioni di euro, e ritenuto sottocosto dai venditori, in quanto una perizia, su decisione dalla Procura di Trani, lo avrebbe valutato 6,4 milioni. Si pensa che il vescovo, con l’ausilio di Giannotti e Di Pasquale, avrebbe approfittato dello stato di bisogno di una ricca famiglia tranese, ormai assillata dai debiti, per ottenere a meno della metà del suo valore reale il palazzo antico, con l’aggiunta della donazione di una chiesetta. L’avvocato Dario D’Innella, che difende il vescovo, ha chiesto al Gip Roberto Oliveri del Castillo una nuova perizia (nella forma dell’incidente probatorio) per accertare il valore dell’immobile. Pichierri si dichiara fiducioso:”Atti avvenuti in totale trasparenza”

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