Ilva, 252 lavoratori in esubero

Sono in tutto 252 i lavoratori ritenuti in esubero dall’Ilva. Questa mattina la direzione aziendale dello stabilimento tarantino ha convocato le organizzazioni sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, per comunicare il programma delle fermate forzate stilate a causa del deterioramento dell’andamento del mercato dettato dalla crisi nazionale. Presente all’incontro per la Fim jonica il segretario di settore Vincenzo Castronuovo, il quale ha preso nota di quanto comunicato dai vertici aziendali. «Abbiamo appreso – dice Castronuovo – di questa nuova esigenza aziendale di ricorrere alle ferie forzate laddove possibile, auspicandoci che quanto prima la situazione possa tornare alla normalità senza grossi drammi per i lavoratori».

Durante l’incontro l’Ilva ha fatto sapere che fermerà per quattro settimane i Tubifici, indicativamente fino ai primi di luglio; il Treno nastri 1 si fermerà alle ore 23 del 10 giugno e non si sa quando riparte. Per quanto attiene il reparto Laminatoio a freddo sono previste fermate a macchia di leopardo: il Decapaggio 2 si fermerà il 10 e 11, nonché 17 e 18 giugno; il Decatreno dal 7 al 14 giugno e dal 17 al 18 giugno. La zincatura, già ferma dal 1° giugno, riprenderà il proprio esercizio il 21 giugno, salvo nuove indicazioni. E ancora, l’Elettrozincatura si fermerà dal 10 al 21 giugno, però, senza alcuna garanzia di ripartenza per il 21 giugno. Il Treno nastri 2, infine, sarà fermo da domani con ripartenza fissata per il primo turno di sabato 9 giugno.

«Dei 252 lavoratori interessati da questa operazione – aggiunge Castronuovo – molti saranno messi in ferie. Coloro i quali non hanno l’opportunità di godere delle ferie, invece, saranno ricollocati su altre postazioni di lavoro. Eventuali cambi di mansione saranno effettuati rispettando le procedure del caso, attraverso corsi di formazione. Sarà nostro compito – conclude Castronuovo – vigilare affinché tutto proceda secondo quanto previsto nel contratto, auspicando che le difficoltà presentateci possano dissolversi nel più breve tempo possibile, senza dover ricorrere alla cassa

integrazione».

 

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