Ilva, il commissario Gnudi incalza le banche per la seconda tranche del ‘prestito ponte’

Il commissario dell’Ilva, Piero Gnudi, prova a stringere i tempi con le banche, per incassare la seconda tranche del ‘prestito ponte’ e garantire, nel contempo, un’altra boccata di ossigeno alla sua gestione dell’azienda tarantina. Di contro, però, gli istituti di credito prendono altro tempo. E così il confronto tra il commissario di Governo, spedito al timone del colosso siderurgico tarantino, ed i plenipotenziari degli istituti bancari si rivela un’altra tappa di avvicinamento.
Gnudi ha definito l’incontro come “sereno. E’andato tutto sommato bene”, alla luce delle richieste avanzate agli uomini delle banche. La seconda tranche del prestito ponte, del valore di 125 milioni di euro, è di fondamentale importanza per poter proseguire i lavori dei cantieri Aia e per pagare gli stipendi di novembre, con annesse tredicesime. Una cifra vitale, che permetterebbe all’azienda di vincere ed evitare il tracollo. E il modus operandi di Gnudi va in questa direzione: illustrare ai vari istituti di credito impegnati nel salvataggio dell’Ilva (Unicredit, Intesa San Paolo e Banco Popolare) la necessità impellente di erogare la seconda tranche del prestito in tempi brevi, anche in assenza di un’offerta vincolante da parte dei possibili acquirenti. Perché l’assenza, per ora, di un’offerta vincolante, dal punto di vista delle banche, alzerebbe il rischio del prestito erogato e, di conseguenza, il via libera allo sdoganamento di altri 125 milioni.
Al momento, sono due i maggiori pretendenti ad acquisire il pacchetto azionario dell’Ilva, attualmente detenuto dalla famiglia Riva: il gruppo Arcelor Mittal, in cordata con il gruppo Marcegaglia, ed il gruppo siderurgico cremonese Arvedi. Nei giorni scorsi, inoltre, l’amministratore delegato di cassa depositi e prestiti, Giovanni Gorno Tempini, aveva manifestato l’interesse di Cdp ad un settore “strategico per il paese” come l’acciaio. E l’Ilva è uno dei fiori all’occhiello.
Nel frattempo Vera Corbelli, commissario per le bonifiche, ieri ha incontrato il sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno. Il vertice è servito a fare il punto della situazione riguardo lo stato delle attività previste dal Protocollo d’Intesa del 26 luglio 2012. Le due parti hanno trovato piena sintonia sulla decisione di intraprendere un confronto costante per una strategia più complessiva dell’area di Taranto. “Ho apprezzato la visita del Commissario Corbelli e l’attenzione che riserva alla città. – ha detto Stefàno – Abbiamo trovato pieno accordo sull’idea di avviare una strategia d’azione complessiva sulle problematiche legate all’ambientalizzazione, per trasformare un’area di criticità in un’area di soluzioni”.

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