Ilva, Di Maio si rivolge all’Avvocatura dello Stato per annullare la gara di vendita

“Si può annullare la gara per l’Ilva?”. E’ la richiesta inviata dal ministro Di Maio all’Avvocatura dello Stato. La lettera si chiude con la richiesta di “un parere circa l’effettiva sussistenza di ragioni di interesse pubblico tali da legittimare l’eventuale annullamento d’ufficio degli atti”.  L’oggetto della lettera è la richiesta di parere in merito a possibili anomalie della procedura di gara per l’Ilva, aggiudicata ad ArcelorMittal. Nelle primissime righe viene premesso che dopo la lettera ricevuta il 10 luglio dal presidente della Regione Puglia il ministro ha segnalato «talune possibili anomalie» all’Anac che nella sua risposta – scrive Di Maio all’ Avvocatura – ha fatto «presente come siano emerse e siano effettivamente ravvisabili diverse criticità afferenti al processo decisionale». In particolare la lettera del ministro segnala la decisione di non non aver riaperto la procedura di gara «pur a fronte di un consistente ampliamento» dei tempi previsti per l’attuazione del piano ambientale; il «possibile mancato rispetto» da parte della cordata aggiudicataria di alcune scadenze delle «prescrizioni di carattere ambientale». E «la decisione di non dare luogo ad una o più fasi di rilancio delle offerte». La  richiesta di parere all’ Avvocatura si concentra su tre punti specifici: la legittimità delle norme che per un determinato periodo hanno escluso responsabilità penali o amministrative del commissario straordinario e dell’acquirente nell’attuazione dell’Aia e di altre norme a tutela dell’ambiente (ed un chiarimento sull’effettivo periodo di efficacia); eventuali ostacoli all’aggiudicazione di complessi industriali che comprendono impianti sotto sequestro; il possibile conflitto di interessi per «uno dei componenti del comitato di sorveglianza» dell’Ilva in amministrazione straordinaria.

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