In netto peggioramento la qualità dell’aria nel Salento

Traffico in aumento e impianti di riscaldamento per far fronte al freddo invernale. L’inquinamento nel Salento è in vertiginoso aumento, con una qualità dell’aria ritenuta “discreta”. A dirlo è il rapporto dell’Arpa, che ha analizzato il valore delle sostanze inquinanti presenti nell’atmosfera. Nove le centraline dell’Agenzia per la Protenzione dell’Ambiente posizionate in tutta la provincia: tre a Lecce, una ad Arnesano, Campi Salentina, Galatina, Guagnano, Surbo e Maglie. I dati raccolti e pubblicati mostrano quasi ovunque una qualità dell’aria discreta, tranne che a Maglie, Surbo e nella stazione leccese posizionata a Cerrate, dove invece la qualità dell’aria è ritenuta buona: in nessun punto della provincia, invece, l’aria è da considerarsi ottima.
Per quanto riguarda i valori, il livello di Pm10 raggiunge la concentrazione più alta nella centralina posizionata a Campi, con un valore di 47 e 2 giorni di sforamento nel periodo che va dall’1 gennaio al 18 febbraio. Bene invece a Surbo, dove la centralina ha registrato un valore di 25. Il pm10 è l’inquinamento prodotto pricincipalmente dalle emissioni delle auto e da processi industriali. Per ciò che invece riguarda il Pm 2.5, particolato con diametro inferiore a 2.5 micron, è Maglie che fa registrare il valore più alto, con una concentrazione pari a 50.
Livelli molto alti sono quelli del biossido di azoto, gas tossico che si forma nelle combustioni ad alta temperatura. Sue principali sorgenti sono i motori a scoppio, gli impianti termici, le centrali termoelettriche: registrati valori di NO2 pari a 136 e 105 nel capoluogo salentino, concentrazione pari a 19 invece nella stazione di Guagnano. 

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