La cartografia e la topografia di Matera

Si è tenuto a Firenze, nella riunione annuale Associazione Italiana di Cartografia, del maggio 2009, all’Istituto Geografico Militare (Sala De Vecchi), il convegno sul tema “La cartografia e la topografia oggi- Esigenze, nuovi metodi operativi, realizzazioni e prospettive future”; il prof. Michele Lupo, geologo, nonché docente di scienze matematiche alla scuola media “Torraca” di Matera, vi partecipò disquisendo sul tema “Cartografia topografia, riorganizzazione del territorio, valorizzazione dei beni culturali . Il caso di Matera e dei Sassi”. Poiché questo tema, con Matera candidata a città capitale della cultura europea, ha anche un aspetto logico in quanto investe la città di Matera, della quale sino al 2019 è bene che se ne parli in maniera ampia proprio per sottolineare la sua peculiarità naturale a livello mondiale, con il prof. Lupo ne parliamo, oggi, in quanto gli argomenti sono toccanti e continui, perché ci tracci in linea di massima e a stralci quale è stato il suo apporto che ha voluto dare alla città di Matera con il suo intervento, presentato anche in lingua inglese, sulla importanza della cartografia topografica: “Il mio lavoro voleva offrire spunti di lettura e didattica della cartografia topografia, finalizzati all’esame della riorganizzazione ed evoluzione del territorio della città di Matera. L’esame si basa sulla lettura della cartografia topografica IGM (Istituto Geografico Militare), da sempre riferimento nella storia delle produzioni topografiche dell’Italia post-Unitaria, luogo di studio delle tecniche e delle innovazioni della sua produzione, depositario di oltre un secolo della cartografia topografica più tradizionale ma anche più innovativa, per metodi, politiche e tecniche in cui è supportato ed integrando l’altra grande attività nel settore svolta dalle Regioni nell’ultimo trentennio. Voglio soffermarmi sulle considerazioni sulla cartografia quale linguaggio storico geografico nell’evoluzione del Territorio di Matera. Dalle trasformazioni territoriali esaminate con la comparazione della cartografia IGM del 1919 e del 1978, si segue, attraverso gli interventi antropici insediativi e infrastrutturali, lo svolgimento di un periodo storico importante della città di Matera e del suo territorio, che ha avuto come elemento di riferimento i Sassi. La loro collocazione geografica, in virtù della costituzione litologica dell’area, ha attribuito ai Sassi peculiarità, non riscontrabili in nessun altra parte del pianeta, che hanno destato nel corso degli anni interesse culturale e turistico. Dagli inizi del ‘900 – continua Lupo- è iniziata, come ben si riscontra dalla lettura cartografia IGM, una politica di sviluppo del territorio che ha avuto una significativa accelerazione negli anni ’60 e ’70. quando nell’ambito di un fermento culturale europeo che investe il patrimonio territoriale degli antichi centri urbani, trova nuova linfa la politica di rivitalizzazione dei Rioni Sassi della città, legata ad un rilancio di un territorio vocato, proprio perle sue intrinseche peculiarità, a richiamare l’attenzione del mondo culturale e scientifico. Se si percorre l’esame cartografico partendo dalla copertura del fosso Barisano, già ben evidenziata nella carta del 1919, si può seguire la proiezione dei Sassi al di fuori dei loro limiti in un contesto territoriale, nel quale i lineamenti naturali ed antropici si fondono in un quadro geografico di rara bellezza con risvolti culturali plurivalenti. Dalla ‘vergogna nazionale’ non vi è alcuna traccia, ma un paesaggio suggestivo, un museo a cielo aperto, un set cinematografico naturale, proiettato in un marketing territoriale che, coniugando aspetti di varia natura ed interesse, immerge i visitatori in un’atmosfera bucolica millenaria, proietta Matera all’attenzione universale e la candida Capitale Europea della cultura 2019”. Ecco, questa è la chiusura dell’intervento del prof. Lupo, anticipando e sottolineando l’aspetto principale, ovvero Matera candidata a città capitale Europea della cultura 2019.

Carlo Abbatino

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