La Chiesa dice no alla mattanza di agnelli a Pasqua

“La Pasqua cristiana non ha nulla a che fare con la strage di milioni di agnellini, in quanto Cristo, vero agnello pasquale, ha immolato se stesso per riscattarci dalla malvagità, dalla ingiustizia e da tanti altri mali che affliggono l’uomo e il creato. Noi come Chiesa inoltre crediamo che l’uomo non sia il padrone del creato ma solo il custode, il quale è chiamato ad amare, a prendersi cura e a promuovere la bellezza e la vita del creato nelle sue diverse forme. Infatti, anche se l’uomo ha ricevuto da Dio il permesso di servirsi di esse, non per questo deve spadroneggiare, mai dimenticando che la terra appartiene a Dio”.
Sono queste le parole con cui l’Arcivescovo Monsignor Michele Castoro si è espresso in risposta alla lettera del Gruppo Volontari del Gargano con la quale si chiedeva quale fosse la posizione della Chiesa in merito alla tradizione secondo cui a Pasqua si uccidono agnelli e capretti. Il gruppo Volontari del Gargano, riunisce associazioni e singoli volontari che si occupano di protezione animali di 11 comuni della sua diocesi più altri della Diocesi di San Severo.
“Posso garantire” conclude nella sua lettera l’Arcivescovo “che quando si presenta l’occasione noi sacerdoti, ed io vescovo con loro, lo facciamo – sempre in dialogo con quanti hanno a cuore il bene del Creato – attraverso i nostri canali di formazione, perché questa mattanza abbia fine, non avendo nulla a che fare con la celebrazione della nostra Pasqua cristiana”
Adesso i volontari delle diocesi di Bovino-Foggia e San Severo che hanno inviato la stessa richiesta, sono in attesa della risposta dei loro Vescovi.

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