La Cisl lucana agli stati generali del lavoro pubblico

“Il pubblico impiego è una risorsa per il paese e non può essere trattato come il capro espiatorio dei conti pubblici”. Lo ha detto stamane a Roma il segretario generale della Cisl Basilicata, Nino Falotico, intervenendo agli stati generali di pubblico impiego, scuola, università, ricerca, medici, soccorso pubblico e sicurezza che hanno registrato la partecipazione di migliaia di quadri e delegati della Cisl provenienti da ogni parte d’Italia, compresa la Basilicata che ha portato alla Sala Capranica una folta delegazione. “Siamo qui per testimoniare la piena condivisione di una lotta che è di principio e di sostanza”, ha detto Falotico, “di principio perché non è accettabile che il governo usi il pubblico impiego come un bancomat per sigillare le falle dei conti pubblici; di sostanza perché le manovre approvate negli ultimi mesi colpiscono ripetutamente e pesantemente tutta la platea dei lavoratori e delle lavoratrici della pubblica amministrazione”.

Per il segretario della Cisl lucana “in un momento straordinario serviva una mobilitazione straordinaria per dire al governo che occorre cambiare registro, altrimenti si sfascia la coesione sociale e si deprime ulteriormente l’economia. Se dal 2008 a oggi la barca è rimasta a galla, una parte importante del merito va proprio ai lavoratori pubblici che hanno svolto inconsapevolmente il ruolo di una unica politica anti-ciclica. Se si compromette, come sta facendo questo governo con provvedimenti pasticciati e improvvisati, il potere di acquisto dei lavoratori pubblici, si mette in ginocchio tutto il paese e si allontana la ripresa”.

Secondo Falotico “è necessario mettere da parte il falso cliché che la pubblica amministrazione è inutile e che i lavoratori pubblici sono dei fannulloni, chi persegue queste idee balzane – ha ammonito il leader della Cisl lucana – non dice che senza i lavoratori e le lavoratrici della pubblica amministrazione non ci sarebbero scuole, ospedali, trasporti e sicurezza. I risultati che abbiamo ottenuto prima della fiducia, come il salvataggio delle tredicesime e del riscatto della laurea e del servizio militare o il piano di assunzioni nella scuola, non bastano di fronte all’accanimento che questo governo dimostra nei confronti della pubblica amministrazione”.

“Con l’iniziativa di oggi, che mette insieme tutte le categorie del lavoro pubblico, vogliamo lanciare un forte segnale di discontinuità nel modo di considerare e affrontare i problemi del paese e del pubblico servizio. Siamo in piazza per affermare il valore del lavoro pubblico e migliorarne la qualità, per tutelare la dignità di tanti lavoratori che operano con impegno e competenza al servizio del cittadino, per sottrarre il pubblico impiego ai condizionamenti illeciti di una classe politica invadente che considera la pubblica amministrazione il braccio operativo della sua volontà e non, come dovrebbe essere, un produttore di beni e servizi pubblici per il cittadino e le famiglie”.

 

 

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