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La Regione Puglia a Taranto alla Biennale della Prossimità 2019

Venerdì 17 maggio e sabato 18 maggio la Regione Puglia sarà presente alla “Biennale della Prossimità” con uno stand informativo – all’interno del Chiostro Grande dell’Università (via Pendio la Riccia, Taranto) – su povertà educativa e antimafia sociale, giovani e rivitalizzazione degli spazi pubblici.

Alle 12.00 di venerdì 17 il presidente della Regione parteciperà alla cerimonia di inaugurazione e a un confronto con il direttore della Fondazione con il Sud, Marco Imperiale, su “Fare prossimità nel Mezzogiorno”.

La Regione organizza inoltre per l’occasione 4 workshop su Partecipazione e cittadinanza attiva, lotta non repressiva all’illegalità e responsabilità sociale.

In particolare, nell’ambito della Legge Regionale sulla Partecipazione (L.R. n. 28/2017), la Regione presenterà la seconda scadenza dell’Avviso Pubblico #pugliapartecipa e l’avvio della consultazione sul “Piano strategico per Taranto”.

Questi gli appuntamenti previsti venerdì 17:

alle ore 9.30 workshop su “Lotta non repressiva all’illegalità e responsabilità sociale: focus su politiche regionali in tema di antimafia sociale.

Alle 11.00 si discuterà di “Taranto Futuro Prossimo: presentazione e avvio della consultazione pubblica sul Piano strategico di Taranto”.

Alle ore 15.00 si parlerà di “La democrazia di prossimità: esperimenti di cittadinanza democratica, il bando #Pugliapartecipa della Regione Puglia”.

Alle ore 16.00 si concluderà con “Innovazione sociale e sviluppo della comunità locali. Il programma PugliaCapitaleSociale 2.0”.

COS’È LA BIENNALE DELLA PROSSIMITÀ

Promossa dalla Rete Nazionale per la Prossimità, la Biennale della Prossimità è un’opportunità per enti del Terzo settore, volontari, cittadini e amministratori locali di confrontarsi su iniziative di prossimità, condividere risultati raggiunti e criticità superate, tessere reti e relazioni.

Quella di Taranto è la terza edizione che  racconterà i casi, i progetti, le storie, i prodotti di Prossimità che animano l’Italia e ne costituiscono una delle parti migliori.

Dopo Genova nel 2015 e Bologna nel 2017, con più di 500 esperienze di Prossimità raccontate e 1000 partecipanti ospitati, la Biennale guarda a Sud e sceglie Taranto con le giornate in cui operatori e cittadini potranno incontrarsi, parlarsi, vivere insieme esperienze di scambio e di animazione territoriale, sperimentando linguaggi diversi: dal racconto all’arte, dall’approfondimento culturale alla convivialità.

Spiega Daniele Ferrocino, uno dei quattro co-direttori della Biennale della Prossimità – che”la Biennale è un luogo capace di raccontare tutte le contraddizioni del SUD; la ricchezza dei paesaggi, della storia e della cultura fanno da sfondo a livelli di povertà e disoccupazione preoccupanti soffocati da uno sviluppo industriale fallito di cui l’Ilva è un simbolo.

Ma Taranto ha saputo reagire ed è divenuta nel tempo terreno fertile per tante esperienze locali di partecipazione civile e comunitaria, colma di “casi di Prossimità”, costruiti per dare risposte al bisogno di benessere dei cittadini.

Taranto si sta preparando ad accogliere la nuova Biennale con un “gruppo locale” che aggrega centinaia di cittadini e decine di organizzazioni, in pieno stile Biennale.

 La caratteristica di questo evento è, infatti, l’essere costruito con un meccanismo partecipativo e aggregativo; dopo la pausa estiva cittadini, Istituzioni, Terzo settore e tutti gli altri attori che lavorano sulla prossimità potranno iscriversi, contribuendo così in maniera creativa e libera alla Biennale, arrivando a Taranto da tutta Italia.

Biennale conferma di essere, ancor di più in questa terza edizione, un grande progetto culturale, non solo per la varietà dei casi, delle identità che li raccontano e degli stili, ma soprattutto per il lavoro scientifico che in questi anni è stato condotto e che ogni Biennale alimenta con spunti nuovi.

Prossimità che attraverso attività realizzate in tutto lo stivale racconti quella “dimensione sospesa tra il sistema di welfare formale, organizzato e (forse iper) regolato e l’azione personale e privata come l’aiuto dato ad un amico”.

Per la nuova edizione 18 sigle si sono messe in gioco: Associazione Isnet; Associazione scientifica e culturale Ethos – Team e DAFIST dell’Università degli Studi di Genova; Centro di Studi e Cultura G. Toniolo; Cooperativa Comes; Consorzio Emmanuel; Consorzio Nazionale Idee in Rete; Consorzio Sociale Abele Lavoro; CNCA – Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza; Fondazione Ebbene; Gruppi di Volontariato Vincenziano – AIC Italia; Cooperativa La Fraternità; Legambiente; Cooperativa Open Group; Rete delle Case del Quartiere APS; Cooperativa Sociosfera; Uil.

Biennale 2019 è coordinata da: George Tabacchi, Gianfranco Marocchi, Caterina Pozzi e Daniele Ferrocino.

Tutto il percorso è finanziato con il contributo degli aderenti nazionali, delle organizzazioni partecipanti, di Fondazione Con il Sud e Compagnia di San Paolo.

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