La scrittrice massafrese Antonietta Benagiano apprezzata nel suo intervento alla cerimonia di premiazione del XXXIV Premio Internazionale “Letteratura” di Napoli

Nei giorni scorsi nella storica Sala Gabriele D’Annunzio dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli (Via Bernardo Cavallino, 89) sì è tenuta la premiazione della la XXXIV edizione “Premio Letteratura” alla quale è intervenuta la scrittrice massafrese Antonietta Benagiano, invitata dal presidente dell’Istituto Italiano di Cultura Prof. Roberto Pasanisi che ha rivolto il suo cordiale saluto alla Giuria, al Comitato ICI, ai premiati e a tutti i convenuti all’evento, articolato in quattordici sezioni di opere edite e inedite per offrire agli scrittori ampia possibilità di partecipazione a seconda delle inclinazioni letterarie di ciascuno. Esplicita poi, richiamando dotti e puntuali riferimenti, la linea guida dell’ICI, il suo fondamento etico, civile e sociale nel pensiero della Scuola di Francoforte, affermando pertanto che l’Istituto Italiano di Cultura di Napoli s’apre, attraverso molteplici iniziative cui ha accennato brevemente, anche alle problematiche dell’individuo e della collettività, così in crescita nel nostro tempo.                                                                 Ha fatto seguito l’intervento della scrittrice massafrese prof. Antonietta Benagiano, che nella presentazione il Presidente Pasanisi ha definito “colonna dell’Istituto”. Dopo il cordiale saluto a tutti e un sentito grazie per l’onore dell’invito, la scrittrice ha precisato che, “nella proliferazione dei Premi e nella ridimensionata credibilità di quelli un tempo significativi, il Premio Internazionale “Letteratura” (già “Nuove Lettere”), fondato dall’eminente studioso, poeta, scrittore, psicologo ed editore con Collane di pregio prof. Roberto Pasanisi,  resta possibilità ineguagliabile, orgoglio per i vincitori”. Ha quindi parlato della letteratura, del fenomeno inarrestabile dei social con cui è costretta a confrontarsi, e ha menzionato “La letteratura circostante”, recente Saggio di Gianluigi Simonetti, incentrato sulla  distinzione tra letteratura alta con coerenza strutturale e logica, profondità di pensiero e padronanza formale, e bassa con adesione a valori acritici ma empatica, quindi cortigianeria della massa, come sono i romanzi del cuore, quelli su violenza terrorismo mafia e altro, come i saggi che ha definito “di categoria” di giornalisti e politici. Annunciato poi il discorso di Gian Mario Anselmi  in “L’approdo della letteratura”, dove sono stati considerati positivi “i territori altri” guadagnati dalla letteratura, come la canzone per la poesia, nei quali è per il critico da rintracciare il filo dell’umanesimo che da Dante giunge al Novecento. Per la critica letteraria la Benagiano ha ricordato Tzvetan Todorov, la narratologia della storia e del discorso; per il Nihil dictum quod non dictum prius Calvino che riteneva ciascuno di noi, per il bagaglio di esperienze conoscenze e immaginazioni, una possibilità infinita di poiesis. A dimostrazione, ha letto Galati, che era tutto il mondo del Poeta Roberto Pasanisi , tratto dall’antologia “E piove in petto una dolcezza inquieta” delle ICI Edizioni. Si è detta convinta della riflessione calviniana, come hanno dimostrano anche gli autori. La serata è proseguita con la consegna delle pergamene e il dono di libri delle ICI Edizioni ai vincitori, giudicati dalla Giuria composta dai redattori di “Nuove Lettere”: Steven Carter, Constantin Frosin, Antonio Illiano, Roberto Pasanisi (Presidente), Mario Susko, Násos VaghenásI vincitori delle quindici sezioni (e la vincitrice del Premio Speciale), sollecitati a dare motivazione della loro opera, ne hanno letto uno stralcioL’attenzione in sala è stata molto alta e applausi strepitosi sono andati a tutti i vincitori e a tutti gli intervenuti.

Nino Bellinvia

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