L’annata vitivinicola 2014 in Puglia è disastrosa

Agrinsieme Puglia lancia l’allarme: la crisi che sta vivendo il settore vitivinicolo pugliese è piuttosto acuta e, c’è bisogno di misure eccezionali ed urgenti. La causa maggiore è data dalle ingenti giacenze di vino nelle cantine, soprattutto nelle cooperative, della regione. Per questo, il coordinamento che raggruppa Cia, Confagricoltura, Legacoop, Confcooperative, Agci (denominato Agrinsieme Puglia), ha chiesto all’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Fabrizio Nardoni, un incontro urgente per affrontare la situazione con misure eccezionali attraverso l’utilizzo di tutte quelle risorse che l’OCM (Organizzazione Comune di Mercato) Vitivinicola non ha speso fino ad ora, ed individuando risorse nazionali per una distillazione di crisi che consenta di togliere dal mercato i quantitativi invenduti di vino giacenti presso le cantine.

“Bisogna far fronte a questa situazione di crisi del mercato con misure straordinarie. – si legge nel comunicato di Agrinsieme Puglia – Le cause di questa crisi stanno nelle mancate scelte della Regione Puglia, come il mancato utilizzo di tutti gli strumenti per ridurre i quantitativi di uva sul mercato, e in particolare la mancata concessione della autorizzazione al cosiddetto ‘arricchimento’, una misura prevista dalla normativa vigente proprio per affrontare situazioni eccezionali come quella della ultima campagna vitivinicola. Una campagna nel corso della quale si sono avute uve con basso grado zuccherino. E le misure non riguardano solo la campagna vitivinicola che si sta concludendo, ma anche e soprattutto per la prossima campagna, perché le giacenze in corso non consentiranno, durante la prossima vendemmia, di incamerare le uve che saranno raccolte tra qualche mese”.

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