L’arte si incontra

“L’arte s’incontra” è un evento che tende a far incontrare diverse espressioni artistiche, ovvero la pittura, la musica e il design. Tre modi differenti di esprimere le proprie esperienze emotive, tre modi diversi di esprimersi e di codificare un messaggio interiore secondo le proprie attitudini e le capacità individuali mediate dalla più sincera ricerca interiore e spirituale. Creare una sinergia di intenti spirituali è lo scopo di questo evento, una dimostrazione di come l’arte anche nelle sue diverse sperimentazioni tende essenzialmente a codificare un messaggio che ha origine nella più profonda e autentica realizzazione di una sfera emotiva, che giace nel più segreto e imperscrutabile recesso dell’animo umano. Gli artisti non solo svelano un arcano mondo spirituale rendendolo accesibile ma lo plasmano e lo realizzano attraverso un codice consono alle loro capacità e ai loro mezzi epressivi. Le sensazioni diventano musica e i colori diventano sensazioni, gli oggetti prendono le forme delle emozioni più segrete con l’ausilio della materia. Dalla materia a tutto ciò che è immateriale, un percorso visivo che dalla terra conduce al cielo, dove le immagini sono accompagnate dai suoni in un tragitto che porta allo spirito e alla pura astrazione emotiva. L’evento presenta tre artiste differenti, una pittrice, una pianista e una design. La pittrice Maria Carmela Cavaliere ha alle sue spalle un numero di personali e collettive, anche fuori dai confini regionali. Ha partecipato a numerosi concorsi, vincendo targhe di merito. E’ presente nel Catalogo delle Avanguardie Artistiche del 2010 del Centro Diffusione Arte Editore. La sua prima produzione pittorica è prettamente paesaggistica. I suoi paesaggi ripropongono paesaggi marini, ricordi di viaggi in terre lontane. Ricerca di libertà interiore e di edenica tranquillità, che evocano una forte componente spirituale riflessa in una natura incontaminata e selvaggia. Nei suoi lavori successivi, segnati dal fascino e dalla nostalgia delle terre orientali, approda ad una sperimentazione di matrice etnica, che rievocano parei indonesiani, dove la simbologia interiore, filtrata da una dimensione onirica, sintetizza i paesaggi in elementi naturali. L’artista rievoca simbologie metafisiche che esprimono i loro opposti; il sole e la luna, il giono e la notte, come il bene e il male, sono espressioni dell’alterne vicende umane e interiori. I dipinti si alternano con sfondi chiari o scuri, la negatività e la positività, non solo dell’essere, ma del mondo intero, della sua malvagità e della sua straordinaria bellezza; evocano la pace interiore e il travaglio, gli sconforti e le luminose speranze. In seguito la pittrice in una continua ricerca di spiritualità abbandona il paesaggio e la visione terrena per cercare la più autentica dimensione emotiva in un mondo celeste e mistico. Il suo mondo è popolato da angeli, creature di alta spiritualità, che evocano il bisogno umano di contatto con un mondo divino, che sono messageri di eventi interiori, che annunciano buone novelle e accompagnano i nostri travagli. Gli angeli portatori di speranze sono gli esseri più vicini alla divinità e conducono a colei che è l’intercessore dell’umanità per eccellenza: Maria Regina dei Cieli. La pianista Antonella Chiarappa, diplomata presso il Conservatorio di Musica N. Piccinni di Bari, ha partecipato a numerosi concorsi pianistici e rassegne internazionali. Ha svolto attività didattica come docente di educazione musicale e dal 2001 è stata direttrice del coro di voci bianche “Swamy”, con il quale ha svolto un’intensa attività concertistica durata 5 anni. Ha conseguito il titolo relativo al master di perfezionamento di “Organo per la liturgia” presso il Conservatorio Niccolò Piccini e l’Istituto diocesano di Musica. Collabora con l’Ufficio Liturgico della Diocesi di Bari-Bitonto all’interno del coro diocesano e svolge attività concertistica anche in qualità di corista all’interno della formazione “Coro Vallisa di Bari”. La sua ricerca artistica trae radici dall’arte sacra che evoca una dimensione spirituale di elevata intensità, una dimensione impalpabile che confluisce in una una tensione mistica e naturale. Riflussi e riflessi del divenire cosmico, dello spirito e della materia, della natura e del sovrannaturale. Momenti e ricordi affluiscono a determinare immagini che si fanno evanescenti diventando musica, pulsioni emotive che diventano armonia. La musica abbandona l’elemento della forma esterna e della sua intuibile visibilità, è l’estrema interiorità soggettiva. La musica è larte dell’animo che immediatamente si volge all’animo stesso.

Titti D’Alessandro, diplomata al liceo artistico, dopo esperienze nel campo della moda in Venezuela viene attratta dall’arte del tatuaggio che impara da un maestro a Parigi. La sua esperienza come tatuatrice si attua con l’apertura di uno studio tattoo a Bari nei primi anni novanta. La sua più recente produzione di oggetti di porcellana risente di questo passione e del fascino del tatuaggio; le candide porcellane sembrano tatuate con decorazioni aniconiche intensamente suggestive. Oggetti plasmati dalle mani prendono forme solide e geometriche con disegni in bianco e nero, in netto contrasto, come il giorno e la notte, come il cielo e la terra, il positivo e il negativo, il bene e il male. Contrasti che creano armonie di forme intrecciate, in un tensione visiva che crea a volte un effetto optical, intensamente suggestivo, e a volte codifica segni e cifre stilistiche dall’intenso valore decorativo che però trae le sue radici da un richiamo interiore ed emotivo. Imprimere figure e disegni su uno sfondo bianco significa esprimere gli impulsi e gli stati emotivi più occulti e indecifrabili del proprio essere, psicologicamente relegati in un mondo che oscilla fra i conflitti e le sensazioni oggettive. La serata ha inizio con la performance della pianista Antonella Chiarappa che eseguirà brani da lei composti dal titolo:

Alba

Ricordi

Emozioni

Crepuscolo

Estasi

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