Le ferrovie per la rinascita della Basilicata

Nel condividere il pensiero di Francesco Somma, neo presidente di Confindustria Basilicata, <<la nostra regione deve attrarre turisti e investimenti privati degli imprenditori>>, siamo convinti che la rinascita passa anche attraverso la mobilità veloce su ferro per le lunghe percorrenze e collegamenti efficienti su gomma con i borghi lucani. Formula inderogabile, tra l’altro, per il “turismo di prossimità” a cui mirano la Regione Basilicata e l’APT. Dopo gli ultimi decenni di immobilismo e scelte discutibili della politica, che hanno reso la Basilicata la “cenerentola
ferroviaria” persino rispetto alle regioni del Sud e nella graduatoria infrastrutturale europea addirittura al 201° posto, finalmente sarà migliorata la linea Metaponto-Battipaglia, con lavori effettuati dal 29 giugno, per due mesi, e bus sostitutivi. Le FS, infatti, realizzeranno una serie di opere per il riassetto e l’ammodernamento della direttrice Jonio-Tirreno che ci collega all’A/V da Salerno per le regioni del Centro-Nord. Lavori che una volta terminati in autunno consentiranno di “guadagnare” inizialmente sino a 15-20 minuti sull’attuale percorrenza e che vanno intesi come
l’avvio di una ulteriore riqualificazione generale.
In seguito, con gli investimenti pubblici del Decreto Rilancio e con ulteriori fondi europei, sarà possibile procedere alla <<cura del ferro>> velocizzando la tratta Taranto-Potenza-Salerno, che, con il Frecciarossa, dà già la possibilità di raggiungere direttamente Firenze, Bologna e Milano. Lavori importanti, per la nostra regione, cerniera strategica tra la Campania e la Puglia, che con il transito di treni ad alta capacità (cioè con velocità massima 170-200/Km.h) potrebbero evitare una paradossale emarginazione futura in relazione alla costruenda Napoli-Bari. Dunque, aspetti che la
politica lucana ha il dovere di non trascurare per la ripartenza e lo sviluppo e che rilanciano anche la validità e la convenienza della Ferrandina-Matera e il prolungamento per Bari. Una ferrovia nazionale, ormai irrinunciabile, per favorire una duratura ripartenza turistica ed economica della città dei Sassi e della Basilicata. E che pertanto dovrebbe rappresentare un investimento pubblico prioritario e lungimirante delle nostre istituzioni.
Intanto, “Matera Ferrovia Nazionale”, in costante collegamento con i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), qualche mese fa nella stazione di Ferrandina – scalo Matera ha tenuto un importante e partecipato incontro con i tecnici di FS, politici, sindacalisti, imprenditori e cittadini per fare il punto sullo stato dell’arte della ferrovia da Matera-La Martella alla scalo basentano. Per la quale il Ministero dell’Infrastrutture ha annunciato la nomina a breve di un commissario al fine di accelerare il previsto iter burocratico e la riapertura dei cantieri. RFI confermò in quella sede che
stava rispettando il crono programma dei lavori e che in questi ultimi anni ha già realizzato, oltre a interventi propedeutici, la riprogettazione dell’opera secondo i nuovi e più stringenti standard europei. Lavori inderogabili anche per l’ “Agenzia nazionale sulla sicurezza ferroviaria” e passaggi obbligati per l’affidabilità della tratta che faranno slittare i lavori di circa un anno. Purtroppo, anche il Covid-19 sta creando, come per tutte le opere pubbliche, rallentamenti nei passaggi burocratici a Roma, di fronte ai quali la nostra Associazione non demorde e con tenacia continua a tenere alta l’attenzione. Infatti viva e sempre attuale è la necessità di collegare Matera alla rete nazionale per conseguire obiettivi precisi: con il treno agevolare servizi efficienti e moderni per il turismo, creare lavoro nel settore delle costruzioni, rilanciare, con il trasporto ferroviario, le aziende di Jesce e La Martella e favorire gli insediamenti produttivi nelle zone economiche speciali. Sarebbe davvero grave se si sottovalutassero gli “errori” degli anni scorsi, registrati nonostante i fasti di Matera 2019.
Nicola Pavese, presidente “Associazione “Matera Ferrovia Nazionale”

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