Le indagini sulla Xylella andranno avanti per altri 6 mesi

Proseguiranno per altri 6 mesi le indagini sulle modalità di diffusione della Xylella Fastidiosa, sulla sua reale azione distruttiva per gli ulivi salentini, oltre che sulla gestione dell’emergenza in epoca commissariale. La Procura di Lecce, infatti, ha chiesto la proroga dell’inchiesta in corso, atto già notificato ad alcuni dei dieci indagati.
Il conto riparte dal 17 giugno, data di ‘scadenza’ del primo semestre, iniziato con l’iscrizione delle persone coinvolte lo scorso 17 dicembre, esattamente 24 ore prima che venisse disposto ed eseguito il sequestro degli ulivi pugliesi ‘condannati a morte’, con decreto urgente firmato dalle due pm titolari del fascicolo, Elsa Valeria Mignone e Roberta Licci e dal procuratore della Repubblica, Cataldo Motta, e poi convalidato dal gip Alcide Maritati.
Ai proprietari è concessa la facoltà d’uso delle piante, e potranno quindi occuparsi di tutte le altre (buone) pratiche agricole necessarie. Per il momento non giungerà alcuna istanza per la rimozione dei sigilli, al contrario di quanto era stato ipotizzato solo qualche giorno fa, ma verrà comunque impedito qualsiasi ‘ritorno’ delle ruspe sui terreni delle province di Lecce e Brindisi, anche alla luce di quanto stabilito dalla Corte di Giustizia Europea che ritiene legittima l’estirpazione piante sane che si trovano nel raggio di 100 metri rispetto a quelle che sono state infettate dal batterio killer “quand’anche permangano incertezze scientifiche”.

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