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Lettera aperta di Confapi al presidente dell’Anas

Lettera aperta al Presidente e A.D. di Anas Spa, Gianni Vittorio Armani

 1.  Interventi di manutenzione straordinaria dell’Anas: macro lotti non a misura di Pmi.

 2. Il confronto tra Matera e Plovdiv 2019 si gioca sull’accessibilità, cioè sulle infrastrutture.

Egregio Presidente, venuti a conoscenza della Sua visita in Basilicata e non avendo potuto incontrarLa personalmente, Le inviamo alcune brevi considerazioni relative ai rapporti tra Anas e il nostro territorio.
In primo luogo, ci preme evidenziare che l’attuazione pratica dell’Accordo quadro triennale per i lavori di manutenzione straordinaria delle strade gestite dall’Anas penalizza oltremisura la partecipazione delle piccole e medie imprese.
Infatti, il recente bando per l’Area Sud è suddiviso in 5 macro lotti per importi che vanno da 10 a 25 milioni di euro; tagli evidentemente troppo grandi per consentire la partecipazione alle imprese di minori dimensioni se non come subappaltatori dei grandi gruppi.
Del resto, il bando per l’Area Sud è solo un esempio, perché la strategia adottata dall’Anas vale in generale per tutto il territorio nazionale. Altrettanto dicasi per le gare relative alla segnaletica stradale, appaltate con il medesimo sistema.
Vogliamo sottolineare, egregio Presidente, che la suddivisione degli appalti in macro lotti preclude di fatto la partecipazione alle gare delle pmi, relegate al semplice ruolo di subappaltatori o, nel migliore dei casi, costrette a consorziarsi con altre imprese.
Come ribadito anche con la recente sentenza del Tar Lazio n. 867/2016, i mega appalti che precludono la partecipazione agli imprenditori minori, se non in forma di consorzi e raggruppamenti o con gli avvalimenti da parte di aziende più grandi, sono da bocciare perché ledono il principio del favor partecipationis, cioè non favoriscono la più ampia partecipazione.
Tali bandi, inoltre, sono in contrasto con l’art. 51 del nuovo Codice appalti, laddove non prevedono la suddivisione in lotti funzionali “al fine di favorire l’accesso delle microimprese, piccole e medie imprese” e con “valore adeguato” in modo da garantirne “l’effettiva possibilità di partecipazione”.
Per questi motivi La invitiamo a valutare l’opportunità di intervenire affinché nel prossimo futuro venga modificata questa strategia che danneggia le pmi e contrasta anche con la disciplina comunitaria, si suddividano gli appalti in lotti funzionali più piccoli e si prevedano criteri di partecipazione alle gare tali da non escludere le piccole e medie imprese.
Soltanto con lotti di minori dimensioni si potranno avere reali ricadute sulle economie dei territori. In caso contrario, gli effetti positivi riguarderanno solo i fatturati delle grandi imprese, che non rispecchiano l’effettivo tessuto imprenditoriale del Paese, composto da piccole e medie imprese anche nel comparto stradale.
Da ultimo, ma non per importanza, Le chiediamo uno sforzo ulteriore per migliorare la dotazione del sistema viario della provincia di Matera, destinando particolari risorse finanziarie all’adeguamento di importanti arterie come, per esempio, la strada statale n., 7 Matera-Ferrandina, un vero e proprio collo di bottiglia che contribuisce all’isolamento della città e che dovrebbe essere inserita tra le opere prioritarie dell’Anas.
Il confronto tra le città elette capitali europee della cultura per il 2019, Matera e Plovdiv, ammesso che esse abbiano la medesima capacità attrattiva di flussi turistici, si gioca sull’accessibilità, cioè sulle infrastrutture. Se l’Italia non vuole sfigurare nei confronti di Plovdiv, Matera non può essere lasciata nello stato in cui attualmente si trova dal punto di vista dei collegamenti viari e ferroviari. E ciò anche in un’ottica di coesione sociale ed economica di cui tanto si parla.
Priva di ferrovia dello Stato, Matera non sarà in grado di affrontare il 2019 senza un’adeguata dotazione infrastrutturale viaria che riguardi tutta la provincia e renda più facile raggiungerla. Matera-Ferrandina, Matera-Gioia del Colle, Matera-Bari, Bradanica, Basentana, Cavonica, sono alcune delle strade che possono contribuire a questo scopo.
Alla questione dei collegamenti e delle comunicazioni, ovviamente, va aggiunta quella della sicurezza stradale, per la quale l’Anas ha opportunamente avviato il vasto piano delle manutenzioni straordinarie. A tal proposito, egregio Presidente, nell’ambito del programma di messa in sicurezza delle strade lucane, Le chiediamo di voler prevedere adeguate misure che ne riducano la pericolosità, come per esempio idoneo spartitraffico nelle arterie a doppia corsia.

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