Marò, il governo indiano è fermo sulle sue posizioni

Il Governo indiano mantiene la sua linea ferma sul processo ai due marò italiani. Ad una domanda di un giornalista che chiedeva se il governo stesse ammorbidendo la sua posizione, dopo che il ministero della Giustizia aveva sposato l’opinione del ministero degli Esteri sulla inapplicabilità della legge per la repressione della pirateria (Sua Act), la risposta di A.K. Antony, ministro della Difesa indiano, è stata netta: “Stiamo andando avanti su questa vicenda in base alle leggi indiane. Non c’è spazio per compromessi, né tantomeno faremo marcia indietro. Girone e Latorre saranno processati con le leggi del nostro Paese”.

A.K. Antony, è originario del Kerala, lo stato dove è avvenuto l’incidente, ed ha concluso sostenendo che comunque la decisione viene trattata dai ministeri dell’Interno e degli Esteri. Oggi pomeriggio il procuratore indiano, G.E. Vahanvati, dovrebbe presentare alla Corte Suprema la soluzione trovata dal governo per processare i due Fucilieri di Marina.

E’curioso pensare che il primo atto del neo premier Matteo Renzi era stato di chiamare i due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone per assicurare che il governo italiano farà di tutto per riportarli a casa. Ora comincerà l’attività diplomatica dei neo ministri degli Esteri e della Difesa Federica Mogherini e Roberta Pinotti che hanno assicurato ai due militari la “determinazione a fare tutto il possibile per riconsegnarli quanto prima alle loro famiglie. Siete il mio primo pensiero e il primo del nuovo governo”.

 

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